5 riflessioni da sviluppare per diminuire la nostra ansia

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L’ansia è uno dei problemi psicologici più diffusi nella nostra società; sono molte le persone che ne soffrono, e se qualcuno riesce comunque a conviverci, per qualcun altro il problema è tanto grave da condizionare addirittura la vita.

Per risolvere il problema, visto che l’ansia è una paura mentale che non corrisponde ad un pericolo reale, bisogna lavorare sulla nostra mente: in questo articolo vedremo cinque riflessioni da fare quando abbiamo un problema d’ansia, per guardarlo da punti di vista diversi dal solito.

1. Qual è l’aspetto che mi crea ansia, di che cosa ho paura?

Quando proviamo ansia, è molto importante inquadrare bene l’aspetto che ci fa paura, quello che ci genera ansia.

Bocciare un esame, essere sgridato dal capo, o ancora perdere il lavoro, o altro: indipendentemente da quale sia, è importante inquadrarlo, capire quale sia precisamente questo aspetto, e scriverlo con un pennarello su un foglio.

A quel punto, i nostri sforzi saranno improntati proprio a risolvere quel problema.

2. Cosa dovrebbe succedere per poter tornare tranquillo?

Individuato qual è il problema ansiogeno, è giusto chiederci che cosa dovrebbe succedere per tornare ad essere tranquilli.

Passare l’esame, avere un contratto a tempo indeterminato, fare il lavoro bene? Pensaci bene e scrivi su un foglio anche quello, cercando di perseguire quell’obiettivo. In questo modo si trasforma l’ansia in determinazione.

3. Il problema è per te o per gli altri?

Altro aspetto fondamentale è capire se il problema è per noi o per gli altri, che ci circondano.

Un esempio può essere il fatto che io ho paura di bocciare l’esame universitario, ma a me dell’università non importa nulla. Fosse per me la lascerei, ma devo compiacere i miei genitori.

Qui il problema, di cui parlavamo al primo punto, è che ciò che ci fa ansia è la reazione dei genitori, non il bocciare l’esame, ed è quello il punto su cui lavorare.

4. Perché per me è un problema e per gli altri no?

Altra importante riflessione è capire come fanno gli altri ad affrontare il mio stesso problema senza avere ansia, quando io ce l’ho.

Rimanendo sempre sull’esame: perché Marco non ha ansia, e io invece si? Se troviamo qualche risposta, magari perché Marco studia più di me, chiediamoci: perché non studio tanto come lui, così da aumentare la mia sicurezza?

5. Qual è il mio obiettivo finale e che cosa lo mette in pericolo?

Tutti nella vita abbiamo dei sogni, e questi sogni sono degli obiettivi che dobbiamo raggiungere. Per cui, è importante sapere qual è il nostro obiettivo finale, e fare tutto il possibile per raggiungerlo.

Se qualcosa ci ostacola, osserviamo che ci sono anche altre strade per perseguire quello che vogliamo fare, evitando l’ostacolo che ci genera ansia, migliorando così notevolmente la qualità della nostra vita.

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