Antiterrorismo, i passeggeri degli aerei verranno schedati

Contro il terrorismo, l’unica arma che sembra funzionare è il controllo e la prevenzione. Ed è proprio sulla base di questi due presupposti che il Parlamento Europeo, dopo ben quattro anni di attesa e di polemiche, ha approvato la nascita del Registro dei Passeggeri Aerei, o PNR. Un’arma contro il terrorismo che funziona proprio con un database, ma che non ha raccolto assenso corale. 461 sì e 179 no, con nove astenuti: ecco il risultato della votazione europea.

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Le compagnie aeree saranno tenute a schedare i passeggeri ed a comunicare i loro dati alle autorità. Ad essere coinvolti dalla nuova misura, tutti i voli che provengono da paesi terzi vero l’UE, e viceversa.
All’interno del famoso e contrastato PNR rientreranno sia le date che l’itinerario del viaggio aereo, la data della partenza, la destinazione prescelta, le modalità di pagamento per il biglietto, i numeri di contatto personali, le varie note sui bagagli.

I dati dovranno essere necessariamente raccolti nei casi di voli extra UE, mentre per quanto concerne il traffico aereo interno all’UE, il registro potrà essere istituito su base volontaria. La registrazione dei passeggeri servirà soprattutto per monitorare i movimenti di sospetti terroristi che si spostino al di fuori dell’area dell’Unione Europea per diventare affiliati delle organizzazione terroristiche.

I dati, una volta raccolti all’interno del grande database, verranno inviati dalle compagnie aeree alle autorità dello Stato, le quali, però, non potranno avere accesso arbitrario e diretto al database. I dati vengono inviati ad un Centro creato ad hoc, diversificato per ogni Stato. Ogni Stato membro, poi, dovrà occuparsi di indicare quali siano le autorità competenti alle quali potranno essere inviati i dati.
Gli Stati membri possono condividere i dati per perseguire reati gravi come quelli del terrorismo, ma anche come quelli relativi al traffico di droga, di esseri umani, o alla pedo-pornografia.

In nessun caso gli Stati potranno trattare i dati rivelando l’appartenenza etnica, religiosa, politica o simile dei passeggeri. Il Centro di raccolta delle informazioni deve nominare un responsabile che è incarico di tutelare i dati, e di garantire privacy e sicurezza per i titolari, evitando che si faccia un uso non consono dei dati stessi.
Il garante europeo della privacy, Buttarelli, si è già schierato contro la direttiva, indicandola come estremamente costosa e parlandone a riguardo come di “un infortunio legislativo”.

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