Attentati Parigi, arrestato in Algeria sospettato

 

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Proseguono le indagini sugli attentati di Parigi da parte del governo francese, mettendo in luce nuovi sospetti che potrebbero chiarire quell’intricata rete di rapporti e di relazioni che legavano fra loro i terroristi degli attacchi di novembre.

Un algerino di 29 anni, di nome Zahir Mehdaoui, residente in Belgio, è stato arrestato in Algeria, dove si trovava. Le autorità hanno avuto motivo di sospettare che l’uomo avesse stretti rapporti con il soggetto che ha diretto gli attentati di Parigi, Abaaoud Abelhamid, tutt’ora latitante.

Il sospetto è stato fermato a Abkou, un paese algerino situato nel dipartimento di Bejaja, abbastanza distante dalla capitale dello Stato, Algeri. L’Agenzia APS riporta quanto sostenuto dal giornale francese Le Figaro, parlando di un sospettato che sarebbe legato agli attentati di Parigi di novembre. Stando alle fonti giornalistiche algerine, il 29enne avrebbe lasciato l’Algeria nel 2012 per trasferirsi in Turchia, poi in Grecia, ed infine nella capitale del Belgio, dove ha sposato una donna del luogo. Lì sarebbe rimasto poi per diversi anni a vivere.

Prima di arrestare Mehdaoui le autorità francesi hanno studiato tutte le possibili coincidenze ed attività che potessero mettere in luce la connessione fra l’uomo e gli attentati di Parigi, così come la possibilità che il 29enne appartenesse ad un gruppo terroristico estero.

Un quotidiano algerino ha addirittura sostenuto che sarebbe proprio Mehdaoui l’uomo che compare in alcune registrazioni, dove lo si vede a fianco di Abadooud mentre porta i corpi dei combattenti morti in Siria durante i combattimenti. Queste immagini erano contenute proprio nello smartphone del terrorista che ha organizzato gli attentati di Parigi a Novembre del 2015.

Potrebbe trattarsi di un vero e proprio scacco matto all’organizzazione di matrice terroristica, ben più ampia rispetto ai terroristi che hanno concretamente agito durante le stragi di Parigi dello scorso novembre. Gli inquirenti sono al lavoro, e per mezzo di intercettazioni e di rilievi stanno tirando i fili di un puzzle abbastanza complesso, cercando di collegare persone ed avvenimenti, chiamate e contatti che però si combinano non solamente fra Francia e Belgio, ma addirittura nei paesi del nord Africa. La situazione si rivela quindi molto più complessa del previsto.

 

 

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