Ogni giorno lasciamo tracce indelebili. Ci riferiamo a tutto quello che è legato ai nostri comportamenti su Internet. La nostra vita è guidata dal pc, ma soprattutto dallo smartphone che indossiamo al pari di una camicia e con cui dialoghiamo costantemente. E qui che i nostri dati sono registrati e successivamente analizzati. Una mole incredibile di informazioni a cui hanno accesso tutte le aziende del mondo.

Acquistiamo prodotti, ci muoviamo, interroghiamo i motori di ricerca, ci avviciniamo a delle persone, esprimiamo consenso. E’ tutto registrato. Si tratta di informazioni preziosissime che le aziende immagazzinano quotidianamente nei loro server.

Perchè un ragazzo preferisce un determinato smartphone? Come mai il bianco non ha funzionato per il colore della scocca del cellulare? Perchè invece quello azzurro tra le donne ha fatto registrare un gran successo? Sono tutti esempi che mostrano come i dati possano essere utili per un’azienda. Il grande problema è legato non solo alla classificazione e catalogazione, ma anche all’ interpretazione. Di questo si occupa il “data scientist” professionista del settore che sa come trasformare un dato in un’azione vincente.

Ma come rendere utile questa mole di dati? Come possono generare business ed incrementare i fatturati? Vediamo un esempio pratico!

Il ciclone Sandy e le merendine alla fragola

conoscete Walmart? Si tratta della più grande catena negli Stati Uniti di vendita di prodotti al dettaglio. Grandi ipermercati dalla superficie immensa. 20.000 punti vendita sparsi negli Usa. Una mole incredibile di informazioni da analizzare e catalogare circa le preferenze di acquisto sui prodotti. E’ proprio su un fatto particolare che si è concentrata Linda Dillman CEO dell’ azienda.

Nel 2012 si stava avvicinando l’uragano Sandy, l’avvenimento era stato ampiamente anticipato dai media. Analizzando il comportamento dei consumatori immediatamente precedente all’arrivo di un altro uragano si era visto come i consumatori avessero fatto incetta di merendine alla fragola Pop Tarts. Si è trattato di un uso efficiente dell’ analisi dei BIG DATA in loro possesso. I consumatori avrebbero probabilmente replicato questo comportamento all’arrivo del nuovo uragano. Gli scaffali sono stati a questo punto inondati di merendine con un prezzo lievemente superiore. La corretta analisi dei dati ha premiato il gigante della distribuzione che ha venduto tutte le merendine ad un prezzo superiore del 10%. Un caso da manuale.

Capite come sia importante avere il polso della situazione? Quando pensiamo ai dati che lasciamo navigando sulla rete attraverso i famosi “cookie” ci riferiamo a qualcosa di astratto, intangibile. Si fa fatica a pensare invece e quanto possano essere preziosi per le aziende.

Una volta analizzati i dati e profilato il consumatore, il web offre la migliore opportunità per una campagna di precision marketing. Ad esempio le ads di Facebook hanno rivoluzionato il modo di fare pubblicità. Mai prima d’ora le aziende avevano a disposizione uno strumento così potente per poter targettizzare il loro pubblico. Scelgono loro a chi far vedere la pubblicità. Se un uomo, una donna, un adolescente, con preferenze di un certo tipo. Se si sbaglia la campagna a questo punto è colpa solo del copywriter e dell’analista di dati.

 

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