Brexit, se la democrazia vale a targhe alterne. Mentana: “Rispettate il voto del popolo”

C’era bisogno dell’intervento di un giornalista del calibro di Enrico Mentana, direttore del tg La7, per richiamare all’ordine la fila degli intellettuali e presunti tali che in questi giorni si stanno impegnando per infangare il voto sulla Brexit. Stiamo assistendo ad una distorsione totale del concetto di democrazia: la democrazia à la carte, quella bella e sacra solamente quando fa comodo ai potenti. Ma la democrazia non dovrebbe essere lo strumento per l’interesse del popolo?

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E perché la libertà del voto del popolo non dovrebbe essere rispettata solamente perché diverge da quella dei giornalisti, dei politici e della borghesia?
Perché in questi giorni si leggono articoli di giornale dove si insulta il voto britannico, dando al popolo dell’ignorante, del disinformato, dello xenofobo? Perché non si accetta che un popolo possa scegliere la sua strada senza in libertà e senza condizionamenti? Sembrano domande scontate, non lo sono in questi giorni, evidentemente.

Enrico Mentana ha pubblicato su Facebook un post nel quale umilia tutti gli anti-Brexit che in questi giorni si sono impegnati per cercare di togliere valore allo strumento perfetto e puro della democrazia: il referendum. “Una cosa deve essere chiara” ha scritto il giornalista su Facebook “si può criticare anche aspramente Cameron che usando l’arma del referendum ha finito per esserne travolto. Ma è proprio fuori dall’idea di democrazia criticare la scelta dell’elettorato britannico: quando si da la parola al popolo sovrano se ne accetta il responso, e si riflette”.

“Vista dal Regno Unito evidentemente l’Unione Europea non è così seducente. A Bruxelles e nelle altre capitali bisogna per prima cosa prendere atto. E sapere che l’Europa o cambia o sarà archiviata da altri responsi popolari“.
Alla luce di questo concetto basilare, senza fraintendimenti, si può capire cosa pensare di Roberto Saviano, che ha paragonato la Brexit alla decisione del popolo tedesco di portare Hitler al governo. Ma forse interventi di questo genere da parte di chi sostiene di amare la democrazia, a parole e non nei fatti, non dovrebbero neppure essere commentati.

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