Cybercrime in crescita, aziende a rischio

Gli episodi di cybercrime, specialmente quelli che coinvolgono le aziende, sono in crescita. Le informazioni provengono dal Data Breach Investigation Report, il DBIR, di Verizon, che ha condotto un’analisi su ben 67 organizzazioni dislocate in 82 paesi di tutto il mondo, compresa l’Italia.

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Le analisi hanno portato a rilievo come, dal punto di vista della sicurezza mobile, gli attacchi informatici siano diminuiti, ed i malware presenti siano (almeno solitamente) non maligni. Tutto ok, o quasi, dal punto di vista della sicurezza mobile: ma per quanto concerne invece la sicurezza non-mobile, per le aziende c’è ancora tanto da fare.

L’indagine pubblicata, alla nona edizione, ha presentato un’analisi compiuta di almeno 100mila incidenti relativi alla sicurezza informatica, da tutto il mondo. Dal 2008, questa è la più alta cifra di incidenti mai avvenuta. La vulnerabilità delle aziende dà a pensare; fra le motivazioni di base vi sono l’utilizzo eccessivo di password troppo semplici e scontate (qui vi spieghiamo come evitarle e come scegliere password più sicure), e aggiornamenti dei sistemi mancati che rendono i software aziendali facilmente attaccabili dagli hacker.

Il phishing è uno dei metodi prediletti dai pirati informatici per rubare i dati online. Si inganna l’utente inviando mail da finti nominativi, per indurlo ad aprire documenti che scaricano virus e malware nel sistema. Le pratiche di pishing vengono solitamente indirizzate a centinaia o migliaia di indirizzi, talora in tutto il mondo, e c’è sempre qualcuno che finisce con l’aprire il documento infettato. Secondo le stime, almeno il 30% dei messaggi di phishing viene aperto.

Uno degli attacchi più diffusi nei confronti delle aziende, però, è quello del ransomware, il virus che “blocca” il software, prendendolo in ostaggio, e che minaccia la dispersione o distruzione dei dati se non viene pagato un riscatto. In questi casi le aziende farebbero bene prima a rivolgersi ad esperti del settore, e poi a modernizzare e rendere più sicure le proprie reti per attenuare il rischio che si verifichino ancora attacchi simili.

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