Decreto Semplificazioni 2016, cosa cambia nel Fisco

Manca poco per l’approvazione, da parte del Governo, del Decreto Semplificazioni 2016.
Il decreto porterà con sé diverse novità per il mondo del Fisco: alcune modifiche sono particolarmente importanti per i possessori di partita IVA e per chi abbia registrato un contratto di locazione, vediamo quali sono.
Una delle maggiori novità del Decreto Semplificazioni Fiscali riguarda la partita IVA. Verranno chiuse d’ufficio, senza che sia prevista alcuna sanzione né alcun costo a carico del soggetto interessato, le partite IVA non attive da tre anni, che quindi da 3 anni non emettono e ricevono fatture.

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La chiusura verrà comunque notificata al soggetto interessato, e sarà possibile evitarla semplicemente facendo richiesta all’Agenzia delle Entrate.
Questa misura ricorda una simile che fu presa dal Fisco nel 2011, ma quell’anno i titolari di Partite IVA inattive furono anche costretti a pagare una sanzione.
Il contratto di locazione registrato, a partire dal 2017, non rientrerà più all’interno della dichiarazione dei redditi. Se inoltre si è proprietari di immobili situati all’estero, ma la situazione non è cambiata rispetto all’anno precedente, non ci sarà bisogno di indicarli nella dichiarazione.

Novità anche per i pagamenti: si ritorna ad una disciplina precedentemente abrogata, in particolare cade l’obbligo della delega del pagamento elettronico. I pagamenti sopra i 1000 € potranno essere effettuati anche in Banca, non ci sarà più bisogno quindi di complicazioni specie con chi è poco avvezzo alla tecnologia. L’F24 cartaceo quindi ritorna per ogni tipo di pagamento. 
Il Fisco, inoltre, non sarà più tenuto a comunicare operazioni con soggetti che si trovino nei cosiddetti “Paradisi Fiscali”, ovvero i Paesi della Black List. Tolto anche l’obbligo per la società di segnalare i beni concessi all’uso nei confronti dei propri soci.

Prevista una moratoria estiva per tutti coloro che ricevono una comunicazione fiscale fra il primo ed il 31esimo giorno di agosto: avranno trenta giorni di proroga per rispondere, è la cosiddetta “pausa estiva”.
Più veloci le liquidazioni alle associazioni delle quote del 2 e del 5 per mille, dato che non si terrà più conto delle dichiarazioni integrative, le quali di fatto ritardavano i tempi della liquidazione perché arrivavano troppo tardi.
Il calcolo opzioni quindi verrà effettuato sulle dichiarazioni presentate fra giugno e settembre.

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