“Dopo di Noi” diventa legge, la norma per il futuro dei diversamente abili

Dopo numerose richieste e pressioni da parte delle famiglie dei disabili, il testo di “Dopo di noi” diventa legge. Questo complesso di norme risponde all’esigenza di aiutare e sostenere le persone diversamente abili anche quando le persone che se ne occupano oggi, cioè i genitori, non ci saranno più.
La legge si struttura in dieci articoli e ha come scopo quello di “garantire benessere, inclusione sociale e autonomia alle persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento” senza una famiglia “in quanto mancanti dei genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno”.
La legge è stata votata con un totale di 312 voti a favore, 64 no, 26 astenuti. Hanno votato contro il Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana si è astenuta.

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Su Twitter Renzi ha commentato positivamente la legge “la legge sul dopo di noi è un fatto di civiltà per migliaia di famiglie. Sono orgoglioso dei parlamentari che l’hanno voluta e votata”.
Il presidente della Commissione Affari Sociali, Marazziti, ha sostenuto “Oggi le famiglie vengono liberate da un incubo: quello di chiedersi chi si occuperà del mio caro, di lei o di lui”.
Contrario il M5S, che ha commentato così la legge: “farlocca, figlia di un governo che, non sapendosi occupare del ‘durante noì pretende di occuparsi del ‘dopo di noi”.
Era anni che le famiglie delle persone disabili attendevano una norma per la tutela della salute dei propri cari.

La legge prevede numerosi sostegni a favore delle persone diversamente abili che siano prive di una struttura familiare. Secondo l’ISTAT, queste ultime sarebbero almeno tra i 100mila ed i 150mila soggetti. Con la legge “Dopo di noi” si istituisce un Fondo per l’assistenza, di 90 milioni di euro per l’anno corrente, 38,3 milioni per il 2017, e 56,1 milioni di euro a partire dal 2018. La legge disciplina i requisiti d’accesso e ogni regione definirà invece i criteri per erogare i finanziamenti.
Inoltre si dovranno delineare gli obbiettivi funzionali per far operare la legge: creazione di strutture residenziali di tipo familiare, meno istituti e più case famiglia; iniziative per favorire la permanenza temporanea delle persone disabili in zone extra familiari in caso di emergenza; programmi per sviluppare l’autonomia di queste persone nella loro vita quotidiana.

Si favorisce la residenza a domicilio, come sostiene Elena Carnevali, deputata PD, per “in appartamenti che riproducano le condizioni della casa familiare, al fine di impedire l’isolamento”.
I LEA, ovvero i Livelli Essenziali di Assistenza che sono di competenza del SSN, dovranno definire quali siano le prestazioni assistenziali usufruibili su tutto il territorio nazionale. L’articolo 5 alza il limite di detrazione dell’imposta IRPEF fino a 750 euro per le polizze sul rischio di morte, se destinate a persone con disabilità grave.
Inoltre sono disposte varie agevolazioni tributarie per le persone che hanno disabilità gravi.

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