Kenya, l’enorme rogo di 100 tonnellate di avorio

Un rogo enorme, che ha bruciato e portato con sé almeno 105 tonnellate d’avorio, il simbolo della morte di seimila o settemila elefanti uccisi dai bracconieri. Un rogo ha illuminato i cieli del Nairobi National Park, in Kenya, per sancire la fine degli abusi dei bracconieri che continuano ad uccidere migliaia di elefanti e di rinoceronti per immetterne i corni nel mercato nero. L’evento si terrà sabato, e sarà il maggior rogo mai esistito nella storia. Ma non il primo: è già il 34esimo rogo d’avorio che avviene in Africa.

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L’evento viene sostenuto dal Kenya Wildlife Service e dallo Stop Ivory, associazioni che si occupano di contrastare il traffico illegale di corni in Africa.
I roghi d’avorio non come mezzo per contrastare il bracconaggio, logicamente ma come simbolo di quello che accade al tesoro prezioso trafugato dai criminali: va letteralmente in fumo. Nessun bracconiere vedrà un singolo dollaro delle corna strappate ai legittimi proprietari. Ed anche se non si tratta di certo di una misura di prevenzione, è un simbolo che gli sforzi dei governi africani contro la lotta del traffico d’avorio, in fondo, non sono stati del tutto vani.

Così dice anche Isabella Pratesi, direttore conservatore di WWF sezione Italia. Il messaggio del rogo d’avorio in Kenya è molto limpido: pelli, avorio, parti di animali protetti non potranno servire ai loro bracconieri. E questo dovrebbe anche scoraggiare non solo la caccia illegale, ma anche l’acquisto che, come noto, sostiene bene il mercato. Il WWf ha detto che migliaia di elefanti continuano a morire a causa dei bracconieri. 30mila elefanti africani muoiono ogni anno sotto le fucilate dei criminali, i rinoceronti si stanno estinguendo.

Solo in Congo sono rimasti solo 20mila capi di rinoceronti, contro i 200mila degli anni Sessanta. Mozambico e Tanzania non sono da meno. L’evento verrà presenziato dal WWF Internazionale. Si tratta di uno dei tanti roghi dopo il primo che venne organizzato in Kenya nel 1989: ben 11 tonnellate di avorio carbonizzate. Questo simbolo, con il fumo dell’avorio, sale fino al cielo: che cessi questa insensata strage.
Anche le comunità locali sostengono fortemente la cessazione della caccia illegale.

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