ISPRA, le acque italiane sono sempre più inquinate

La situazione dell’acqua in Italia va peggiorando, è questa la fotografia scattata dall’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che ha sintetizzato la situazione del Belpaese con il Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque 2016. 
Le analisi hanno fatto capire che il 64% delle acque superficiali di 1284 siti monitorati contengono pesticidi (nel 2012 erano il 57%), il 32% delle acque sotterranee sono inquinate, sui 2463 zone (nel 2012 invece erano il 31%). Insomma, aumento dell’inquinamento delle falde generalizzato.

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La zona che risente di più di questa diffusione di pesticidi è la pianura padana e veneta, sicuramente a causa dell’alto livello di industrializzazione, e per il fatto che molti dei siti monitorati si trovavano nella zona. Fra le sostanze che sono più diffuse nelle acque italiane, troviamo il glifosato, sostanza che è al centro della bufera dall’anno scorso, quando l’OMS ha sostenuto che potesse essere cancerogeno. L’EFSA, invece, lo scorso anno ha pubblicato un rapporto nel quale sottolinea che è improbabile che vi sia una correlazione fra cancro ed esposizione al glifosato, che oggi è usato come diserbante; l’Unione Europea, in proposito, dovrà decidere entro il mese prossimo se autorizzarne ancora l’uso o meno in agricoltura.

L’ISPRA, nel tirare le somme sulla situazione italiana dell’acqua, ha sostenuto che l’analisi non è potuta avvenire in maniera compiuta ed omogenea su tutto il territorio nazionale; alcuni campioni sono stati spediti al centro sud ma i risultati delle analisi non sono mai arrivate.
Intere regioni sono quindi, almeno per ora, dei “buchi neri” dal punto di vista del monitoraggio.

In ogni caso, pur se si tratta di un’analisi parziale e non a tuttotondo, il diserbante del quale si è parlato è una delle sostanze più controverse ritrovate nelle acque italiane; è stato trovato nel 40% dei campioni, mentre il suo prodotto di decadimento, l’Ampa, ben nel 70% dei campioni.
“Una diffusione elevata” degli inquinanti che preoccupa, anche perché il 7% dei campioni presentava un inquinamento ed una contaminazione oltre i livelli massimi. 
Risulta comunque particolare il fatto che, mentre aumenta la presenza di diserbanti e inquinanti nelle acque, la distribuzione degli stessi a livello nazionale (e la vendita) sia calata del 12% rispetto al 2001.

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