Londra come Dublino: tagli sulle tasse sulle imprese

Londra ha deciso di seguire l’esempio virtuoso introdotto da Dublino, e di diminuire la tasse prevista per le imprese che hanno sede nel Regno Unito dal 20% al 17%, entro il 2020. La decisione, che prende spunto da una già consolidata in Irlanda, fa parte dei passaggi del Budget che il Cancelliere George Osborne ha presentato ai comuni per far fronte ad una situazione innegabile di rallentamento dell’economia. La decisione ha una facciata nettamente economica (e cioè l’obbiettivo di mantenere un avanzo di 10 miliardi nel bilancio del 2020) e una più socio-politica, vale a dire mantenere coeso un popolo che sarà chiamato a votare sulla famosa Brexit.

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Non si tratta certo dell’unica misura per il quadro economico bretone: è stata infatti annunciata anche un’imposta sulle bevande zuccherate, che sentendo il governo sarebbe funzionale a combattere la piaga sempre più vasta dell’obesità infantile. In ogni caso questa decisione è stata accolta non molto positivamente in Borsa, dove i produttori di bibite sono calati improvvisamente, anche se ancora non si sa nulla di preciso circa i dettagli della nuova tassa sullo zucchero.

Bisogna comunque riconoscere alcuni errori compiuti da George Osborne nella previsione del bilancio per l’UK, errori che sono stati fatti prontamente notare anche dalla Finanziaria bretone, chiamata Budget.

Quest’anno infatti l’economia salirà del 2% e non del 2,4% come ipotizzato dal cancelliere. Inoltre il deficit, nonostante il rallentamento, dovrebbe chiudersi con l’avanzo previsto nel 2020, anche grazie alle ultime misure prese dal Governo (possiamo ricordare il taglio alla spesa pubblica di 3,5 miliardi, anche se ancora non si è specificato su cosa dovrebbe vertere la dieta dimagrante del Regno Unito).

E a far salire la soddisfazione dei cittadini non arriva solamente l’importante riduzione delle tasse per le imprese, ma anche il calo della tassa sul Capital Gain che passerà dal 28% al 20% (per alcune fasce al 10% addirittura), e cresceranno gli sgravi sui depositi di risparmio. Insomma, un complesso di decisioni che guardano favorevoli al ceto medio, che poi è quello sul quale il Governo punta per vincere il famoso referendum Brexit, vittoria che si fa sempre più concreta.

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