Mutuo e Bce: ecco come fare per risparmiare

 

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In arrivo vantaggi per le famiglie che hanno ancora un mutuo da onorare. Le decisioni della BCE, Banca Centrale Europea, potrebbero offrire un nuovo spiraglio alle tante famiglie che si trovano in un momento di difficoltà a causa del pagamento del mutuo, ma anche a chi desideri accendere il mutuo stesso.

Draghi parla di tassi di interesse destinati a rimanere bassi per un buon periodo di tempo; questo significa che chi oggi chiederà un mutuo a tasso variabile, le cui rate quindi mutano al mutare del tasso europeo, potrebbe beneficiare del taglio del tasso dello 0,05% promesso dall’Europa e avrebbe la rassicurazione di conoscere il tasso dei successivi 4-5 anni, evitando così “brutte sorprese”.

Non solo, non finiscono qua le tutele di chi accende oggi il mutuo. Non saranno più sufficienti sette mesi di inadempimento della rata, ne serviranno diciotto, prima che la Banca possa chiedere di rivendere l’immobile. Inoltre la procedura è stata rivista e semplificata in vista dell’agevolazione del soggetto debole, vale a dire di chi ha contratto il mutuo.

Inutile dire che il mutuo a tasso fisso è quello solitamente preferito, da circa i due terzi degli italiani che accendono un finanziamento. Perfetto per chi abbia famiglia, ed in generale per chi non voglia rischiare picchi delle rate. Certo, bisogna pagare oneri superiori rispetto ad un finanziamento a tasso variabile, con una media di 50-150 euro in più pagati ogni mese per ogni rata. Il che, in 20 anni, si traduce in un surplus di spesa di 26mila euro rispetto ad un mutuo a tasso variabile.

Inoltre la disciplina della surroga permette alle famiglie di sostituire il mutuo con uno nuovo, riducendo a zero i costi dell’operazione, ma vi sono alcuni limiti da rispettare: nessuna modifica del debito residuo, si mantiene la stessa identica cifra.

Ma quando scegliere il tasso variabile? Indicativamente, esso conviene per i finanziamenti fino a dieci anni. Grazie al taglio promesso dalla BCE, probabilmente a sceglierlo non rimarrà solamente un terzo delle famiglie italiane, come è fino ad adesso. Forse si apre un nuovo spiraglio per l’economia ed anche per le famiglie che hanno intenzione di accendere un mutuo.

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