Oggi è la Giornata Mondiale degli Oceani, ma i mari sono diventati “di plastica”

Oggi, 8 giugno del 2016, è la Giornata Mondiale degli Oceani: una giornata voluta dalle Nazioni Unite per riflettere sulla situazione attuale di uno dei beni più importanti per il nostro pianeta, vale a dire l’acqua.
Il tema dell’oceano ci può portare a riflettere su moltissimi fenomeni ad esso correlati: come per esempio la situazione delle barriere coralline, che stanno venendo distrutte o subiscono un processo di sbiancamento, o ancora l’estinzione progressiva della fauna marina. Sembra che, come conseguenza all’inquinamento, alcune specie animali abbiano addirittura mutato il loro regime alimentare, arrivando a cibarsi di plastica, cosa che li porta alla morte.

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Giornata Mondiale degli Oceani, sì, ma degli oceani fatti di plastica. Un mare di spazzatura, ed il termine utilizzato non è metaforico, galleggia fra i continenti.
Gli oceani occupando i tre quarti della superficie della terra e sono funzionali alla nostra sopravvivenza, eppure si stima che ogni ora che passa vengano gettati 1,09 milioni di kg di plastica in mare. Facendo due conti, sono 8,8 milioni di tonnellate di plastica gettata negli oceani in un anno.
E’ come se ogni minuto venisse gettato negli oceani un camion intero di rifiuti di plastica. Per quanto ancora si potrà accettare una situazione simile?

Negli oceani ci sono isole intere formate di rifiuti, la cui estensione è addirittura incalcolabile. Tartarughe, pesci, e altri animali del mare si cibano di plastica e di rifiuti. Se lo scarico dei rifiuti di plastica nell’Oceano continuerà a questo ritmo, nel 2050 avremo più sacchetti in mare di pesci.
L’allarme del WWF è lampante: “Il concorso tra attività umane come la pesca condotta con metodi non sostenibili, l’acidificazione degli oceani e il cambiamento climatico, può portare a una riduzione considerevole (anche del 25%) della biodiversità nel mare, cosi’ come alla perdita delle possibilità di pesca ed un impatto significativo su molti settori produttivi come il turismo“.

L’ONU adesso invita ad una maggiore responsabilità nella gestione dei rifiuti (tema complesso, ma necessariamente da affrontare).
Il dossier “La nuova economia della plastica – Ripensare il suo futuro” di gennaio, presentato al World Economic Forum, sottolinea come serve trovare un nuovo modello di uso e smaltimento dei rifiuti di plastica. Oltre all’enorme, probabilmente incommensurabile disastro ambientale, gettare via la plastica provoca uno spreco stimato fra gli 80 ed i 120 miliardi ogni anno. Che vanno, è proprio il caso di dirlo, gettati a mare.
Tra le soluzioni che sembrano più auspicabili, quindi, quella del ciclo virtuoso del riciclaggio innanzitutto, e anche la produzione di lattine e imballaggi “commestibili” dai pesci e dalla fauna marina senza che questo decreti per loro una condanna a morte.

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