Panama Papers, il premier islandese si è dimesso

I giornali non hanno dubbi: la prima testa dello scandalo Panama Papers è caduta, rotolando fra il furore del popolo che è sceso in piazza. In Islanda il premier, Sigmundur David Gunnlaugsson, coinvolto nell’inchiesta della mega evasione fiscale nei paradisi fiscali oltreoceano, si è dimesso. A stimolare il gesto, poco ma sicuro, i 24mila cittadini che sono scesi in piazza firmando chiedendo a gran voce, in tutti i sensi, le dimissioni del premier.

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Il premier faceva parte del partito progressista, il numero due, Johannsson, ha sostenuto che l’ex premier dopo aver dato le dimissioni gli ha affidato l’incarico. In Islanda la notizia dello scandalo Panama Papers, che ha coinvolto il premier e la moglie (e non solo), ha scatenato una vera e propria rivolta popolare. Prescindendo dalle prove di colpevolezza (dopotutto non c’è ancora nessuna prova ufficiale che inchiodi le persone i cui nomi sono inclusi negli scottanti documenti) la popolazione ha chiesto ed ottenuto che il premier sgomberasse velocemente.

Prima di farlo, però, egli aveva tentato di convincere il presidente d’Islanda a sciogliere il parlamento per andare a nuove elezioni, ma quest’ultimo si è rifiutato di farlo. Le accuse di Panama Papers indicherebbero che Sigmundur David Gunnlaugsson e la moglie Anna abbiano acquistato un’azienda con sede nei paradisi fiscali quasi dieci anni fa, nel 2007, e che il presidente nel 2009 abbia trasferito la metà delle azioni alla moglie, alla cifra (logicamente simbolica) di un dollaro.

Intanto anche Obama ha voluto dire la sua riguardo allo scandalo dell’evasione fiscale dei potenti di mezzo mondo, sostenendo che “L’evasione è un problema globale”.

Ricordiamo che dalle carte sono emersi i nomi di 12 fra ex ed attuali capi di Stato, nomi come quelli di Cameron (che però ha nettamente negato ogni coinvolgimento), Putin, Messi, e anche il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e altri numerosi nomi di personalità della politica, della finanza, dello sport e anche del mondo del cinema.

Per ora sono solo migliaia di documenti dalle informazioni scottanti, domani i Panama Papers potrebbero diventare la prova che inchioda al muro personalità conosciute in tutto il mondo, unite da un unico filo rosso: quello dell’evasione fiscale.

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