Picchiata e obbligata a prostituirsi dai vicini, la tragica storia a Chi l’ha Visto

Sono tanti ancora gli episodi di maltrattamento verso le donne. Un altro incredibile fatto è successo di recente. L’incubo per una ragazzi di 28 anni di Albano Laziale, Regina, durava da mesi e mesi quando la notte del 3 luglio 2018 le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella sua casa e l’hanno trovata piena di ustioni e lividi. Era confusa e sotto choc non capiva più niente.

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A ripercorrere questa brutta vicenda è stato il noto programma della Rai Chi l’ha visto? Che ha raccontato che una volta in ospedale la ragazza ha spiegato di essere stata letteralmente picchiata a sangue da due uomini stranieri. Una versione indotta dalla paura della giovane. Dopo due settimane, gli inquirenti hanno arrestato i vicini di casa, tra cui la sua migliore amica Roberta, la stessa che ha parlato ai microfoni di Chi la visto? Aveva accusato la nonna di Regina.

«Io non mi fermo qui, per me è come una sorella», queste sono le parole di Roberta subito dopo l’aggressione. Regina era in balia di Roberta, di sua madre e del suo ragazzo. E proprio quest’ultimo la picchiava ore e ore pesantemente ogni volta che non riusciva a dare ai suoi aguzzini la cifra di 800 euro mensili.  «Quando non arrivavo alla cifra lui mi picchiava e poi mi obbligava ogni mattina a comprare ciambelle e cibi fritti per ingrassare». Con i lividi e i chili di troppo, tuttavia, i clienti non la volevano.

Il giorno in cui ha rischiato seriamente di perdere la vita, l’uomo era letteralmente fuori di se: «Mi ha messo due stracci in bocca per non far sentire le urla e mi ha portato nello sgabuzzino, mi ha tirato giù i pantaloni e mi ha bruciato con un ferro da stiro rovente sui glutei e sulla schiena. Calci e pugni in volto, ferite con un coltello e un cucchiaio incandescente sulla fronte». La giovane, infatti, su praticamente tutto il corpo aveva segni di percosse, lividi ed ecchimosi recenti, tagli da lama e bruciature in molte parti del corpo e sopratutto particolarmente estese.

Le due indagate avevano colto l’occasione della sua vulnerabilità dopo la morte della mamma. Tra Regina e Roberta c’era una relazione da terrore di dipendenza a livello psicologico. Con l’uomo, entrato nelle loro vite circa 2 mesi fa, la violenza era diventata all’ordine del giorno.

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