Primarie USA 2016, Trump e Clinton in pole position

Donald Trump e Hillary Clinton hanno ottenuto una vittoria davvero schiacciante durante le votazioni delle Primarie USA 2016 che si sono tenute ieri. I due “figli” di New York, la Clinton e Trump, sono stati premiati dalla loro città che gli ha regalato dei punteggi davvero schiaccianti. Trump domina la scena, con il 60% dei voti, la Clinton è subito dietro con il 57,6% dei voti. Le previsioni della vigilia sono state ampiamente superate; entrambe non superavano il 53% nella più rosea delle previsioni.

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Entrambi i candidati godono di una buona fama a New York: Donald Trump era già un uomo d’affari di successo nonché celebrità televisiva, la Clinton aveva già vinto due volte per il Senato. Per festeggiare le due vittorie il simbolo di New York, l’Empire State Building, si è colorato prima di rosso per Trump e poi di blu per la Clinton.

Per l’occasione, entrambi i candidati si sono presentati raggianti e hanno formulato un discorso infiammato. Trump ha parlato di restituire all’America “la gloria che merita, all’economia i primati di un tempo” ed ha accennato anche al fenomeno del lavoro.

Ieri tutti gli abitanti degli Stati Uniti d’America e del mondo hanno avuto modo di confrontarsi con un Trump vincente e “diverso” dal solito, pacato, riflessivo e convinto della propria forza. Lo stesso si può dire per la Clinton.

Vediamo a volo d’uccello quali sono stati i risultati dei maggiori candidati: ieri Trump ha vinto 89 delegati su 94 grazie ai repubblicani ed al premio di maggioranza, e schiaccia definitivamente Cruz con quota 844 candidati su 533. Se raggiunge ancora 393 delegati, si aggiudicherebbe automaticamente la nomination. La Clinton ieri ha vinto 144 delegati.

Il contrasto fra Cruz e Trump si è fatto affilato come il rasoio, quando il repubblicano ha apostrofato l’avversario: “Ritirati perché ho matematicamente la vittoria in tasca”.
Oggi come oggi, per Trump, la vittoria è più vicina, ma al voto mancano ancora i popolosi stati del Maryland, del Delaware e della Pennsylvania, ma anche la California, dove il repubblicano è in netto vantaggio. Per ora, quindi, tutte le sfide restano ancora aperte per la corsa alla Casa Bianca.

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