Regeni, il vertice Italia-Egitto fallisce, richiamato l’ambasciatore dal Cairo

Un fallimento. In questa parola si potrebbe riassumere tutto il risultato del vertice Italia-Egitto che si è tenuto in questi giorni riguardo al caso Regeni. Dopo le numerose ipotesi della procura egiziana circa la morte del ricercatore italiano, ipotesi che soprattutto negli ultimi casi avevano preso l’inquietante forma di superficiali tentativi di depistaggio, questo incontro fra gli inquirenti egiziani e quelli italiani avrebbe dovuto essere la chiave di volta per gettare nuovi elementi di chiarezza sul perché, il come e soprattutto sul chi della morte del cooperante.

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E invece no. Le prime notizie che sono trapelate nella serata di ieri hanno parlato di un fallimento nel vertice per il quale investigatori e inquirenti egiziani erano volati appositamente fino alla procura di Roma. La delusione negli ambienti romani è stata netta e forte. La prima, grave e significativa conseguenza della non collaborazione da parte della autorità egiziane è stata presa dal Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il quale ha deciso di richiamare a Roma l’ambasciatore italiano in Egitto per “consultazioni”.

Questa mossa segna una rottura nella collaborazione (se di collaborazione fino a questo punto si è potuto parlare) delle autorità italiane con l’Egitto. Ieri, giovedì 8 aprile, si era tenuto il secondo giorno del summit fra Egitto e Italia, il pool italiano era guidato dal procuratore capo di Roma, Pignatone, che ha preso in mano l’indagine sulla morte di Regeni.

Il motivo di questa brusca interruzione dei rapporti sarebbe da ritrovare nella documentazione ricca di lacune che gli inquirenti egiziani hanno fornito a quelli italiani. Nessun tabulato delle utenze riguardo a soggetti egiziani che si trovassero nella Capitale al momento della sparizione del giovane ricercatore, nessun filmato della metro o delle telecamere del quartiere dove il ragazzo viveva.

Ma per l’Egitto è andato tutto bene, tanto per cambiare. Tanto che una fonte vicina alla presidenza ha sostenuto che gli inquirenti egiziani hanno “presentato gli ultimi sviluppi sulle inchieste” riguardo alla morte di Giulio Regeni. Non solo, ha anche espresso il desiderio che ciò ponesse “fine alle ambiguità”. Peccato che questa scarsa collaborazione stia aprendo nuove voragini in un caso che, fin dall’inizio, si è mostrato invece molto ambiguo.

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