Salah Abdeslam progettava nuovi attacchi

Salah Abdeslam, arrestato qualche giorno fa, era l’ultimo dei terroristi ancora latitanti dall’attacco di Parigi di novembre scorso, è adesso sotto torchio degli inquirenti ed ha ammesso che progettava nuovi attacchi. Lo ha detto durante gli interrogatori che si stanno ripetendo, febbrili, in queste ore; il terrorista sta collaborando con gli inquirenti, al termine di questa grandissima caccia all’uomo durata mesi per tutta Europa, e gli sta svelando nuovi particolari logistici importantissimi. Il ministro belga Didier Reynders ritiene che le affermazioni del terrorista possano essere credibili e verosimili, sostenendo che sono state trovate numerose armi pesanti durante le indagini e portata alla luce “una nuova rete di persone” attorno alla figura di Abdeslam. Il ministro ha sostenuto che sono state trovate fino a questo momento ben 30 persone connesse agli attentati di novembre a Parigi, ma di essere sicuro che ve ne siano altre. L’allerta in Belgio rimane altissima, a livello 3 su un massimo di 4 stadi.

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L’arresto di Abdeslam si è concluso al termine di una caccia all’uomo davvero imponente. Le autorità sono arrivate al terrorista pedinando un uomo, filmato durante i funerali del fratello di Abdeslam, al quale l’uomo si sarebbe rivolto per ottenere un luogo dove nascondersi a Molenbeek, in Belgio. Nel frattempo il terrorista numero uno rimane in isolamento a regime speciale, accusato della morte di 130 persone. L’uomo ha sostenuto che intendeva farsi esplodere allo Stade de France ma poi, sostiene, “ci ho ripensato”. Abdeslam ha ammesso immediatamente le sue responsabilità nel momento dell’arresto, come richiesto dal penalista Sven Mary, che però ha subordinato l’accettazione del caso all’ammissione, da parte di Salah Abdeslam, di essere il responsabile degli attentati in Francia. Ancora da capire il perché l’uomo abbia, fortunatamente, fatta marcia indietro una volta arrivato allo Stade de France, dove avrebbe dovuto farsi esplodere come gli altri terroristi, secondo quanto pattuito nel sanguinoso piano.

Adesso Salah collabora pienamente con le autorità, ma ha chiesto di non essere portato in Francia, perché dice “lì mi odiano”. Non è difficile comprendere il perché. Ma anche il legale di Abdeslam si è rifiutato di consegnare il cliente alla Francia, nonostante il ministro della giustizia francese Urvoas abbia annunciato già il secondo mandato d’arresto contro Abdeslam, dicendosi certo di ricevere risposta entro 60 o massimo novanta giorni.

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