Sport e integrazione, realtà possibile: l’accordo Coni-Ministero

Il Ministero dell’Interno ed il CONI sono d’accordo: lo sport può essere un buon veicolo per l’integrazione dei minori stranieri, e per aiutare il loro ingresso nella società. Per questo motivo, e anche con questo obbiettivo, è stato firmato ieri il Protocollo di Intesa fra il Coni ed il Ministero dell’Interno.
Angelino Alfano, ministro dell’Interno, ha firmato l’accordo per promuovere l’attività sportiva dei minori stranieri. Alcuni dei bambini ai quali sarà rivolto il piano di integrazione erano presenti al Viminale al momento della firma.

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Il Protocollo è un piano di valenza triennale, che mira a diffondere la cultura sportiva come mezzo per far incontrare persone, culture diverse, e per favorire la socializzazione. Malagò ha sostenuto che il merito dell’iniziativa sia del Prefetto Lavina, ed ha parlato dello sport come della “medicina per risolvere il problema dell’integrazione degli immigrati”. “Oggi” ha detto Malagò “siamo in condizione di dare questo supporto. Magari in mezzo a questi ragazzi c’è il campione di domani”.

Il Ministro Alfano si è detto molto soddisfatto dell’iniziativa, anche se sottolinea che si tratta di “una materia delicata”. Ha poi detto che “alcuni di questi bambini scappano da guerre, dalla persecuzione e dalla fame”. Per questo aiutarli significa anche integrarli nella società, nella scuola, ma anche nello sport e nei valori della democrazia.
“Porteremo lo sport nei nostri centri di accoglienza” e “Bisogna buttare per terra il muro dei pregiudizi”. Queste sono state le parole chiave del discorso che si è tenuto fra Alfano e i rappresentanti della Coni al Viminale.

Oltre che dal sottosegretario di Stato Domenico Manzione, anche il presidente della CONI ha firmato il protocollo. Il piano prevede attività formative e sportive per creare delle reti nel territorio, per potenziare il dialogo, raggiungere una socializzazione “armoniosa” e non isolare mai i minori stranieri, per strapparli ad un destino oscuro, e per favorirne l’inserimento nella società.
Conclude Malagò “Spesso qualcuno li considera cittadini di Serie B e noi faremo di tutto per portarli in Serie A”.

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