Terzo settore, approvata la legge. Le novità punto per punto

La legge sul Terzo Settore è divenuta finalmente realtà, dopo diversi anni di polemiche e di stop continui. La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge: 78 contrari, 239 sì.
La nuova legge sul Terzo Settore è composta da 12 articoli: l’obbiettivo dichiarato è quello della sviluppo di questa realtà, dal punto di vista della crescita e dell’occupazione.
Il Terzo Settore, nella legge, è definito come “il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, promuovono o realizzano attività di interesse generale, mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità, produzione e scambio di beni e servizi”.

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La legge riguarda almeno 30mila organizzazioni non profit, di grande valore per l’economia italiana.
Ci sono diverse novità che questo testo porta con sé e che quindi è bene analizzare.
Innanzitutto il servizio civile diventa universale, aperto a chiunque vi faccia richiesta.
La durata del servizio muto, può variare dagli 8 fino ai 12 mesi, e cambiano anche la modalità di esercizio: il servizio civile potrà essere passato in Italia, ma anche con un periodo all’estero, e potrà servire per valutare crediti formativi e lavorativi.
Il servizio civile, inoltre, aprirà anche ai cittadini stranieri che siano regolarmente residenti.

Viene istituito un Registro Nazionale del Terzo Settore, contenente modalità di iscrizioni. Restano escluse dall’ambito di applicazione delle nuove norme le associazioni politiche, le associazioni professionali ed i sindacati.
Un’altra disposizione è che il CSV, ovvero i Centri di Servizio per il Volontariato, potranno essere gestiti da ogni ente del terzo settore. I servizi, inoltre, sono previsti per ogni ente che abbia volontari.
A livello regionale è prevista l’istituzione di organismi per il coordinamento.

Nasce, grazie alla legge sul Terzo Settore, la fondazione di diritto privato “Italia Solidale” che sostiene economicamente gli interventi innovativi di enti del terzo settore con finalità occupazionali o sociali.
Il regime fiscale muta sotto diversi livelli, vengono introdotte misure come strumenti di finanza sociale e si facilitano le procedure per la donazione agli enti.
Il Ministro del Lavoro, Poletti, ha commentato che “con la riforma si definiscono misure per favorire la partecipazione attiva e responsabile delle persone, con importanti elementi di novità per tutto il mondo dell’associazionismo”.
Per Guerini Giuseppe, il presidente di Federsolidarietà – Confcooperative, il testo di legge è un’importante innovazione per la parte del Codice Civile che riguarda Associazioni e Fondazioni “rimasta tale e quale da 74 anni”.

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