Toscana, allarme per la scoperta di batterio resistente a colistina

La comunità medica italiana è in allarme dopo una scoperta fatta a Firenze, più precisamente nel laboratorio di microbiologia clinica nell’ospedale Careggi. Qui i ricercatori hanno scoperto un ceppo di batterio in grado di resistere alla colistina.
La colistina, fra tutti gli antibiotici, è considerato uno dei più potenti, una sorta di antibiotico “salvavita” utilizzato in special modo per le infezioni gravi, come quelle polmonari. Il batterio in questione, ceppo del Klebsiella pneumoniae, ha scatenato allarme nella comunità medica.

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L’associazione microbiologi clinici italiani ha sostenuto che questo batterio potrebbe essere “una grave minaccia per la salute“. Come spiega Gian Maria Rossolini, direttore del laboratorio fiorentino, “La variante genetica identificata è particolarmente allarmante perché il clone del batterio Klebsiella pneumoniae è resistenti ad antibiotici ad ampio raggio sia in Italia che altrove, e può provocare polmonite batterica. Il ceppo era di origine clinica, da un paziente che non era mai stato trattato con colistina; il gene mcr-2 è risultato facilmente trasferibile per coniugazione”.

Il presidente dell’Amcli ha sostenuto che “I risultati a cui sono pervenuti i colleghi del laboratorio del Careggi vanno a confermare che il fenomeno della farmaco-resistenza batterica negli ospedali avanza inesorabilmente e che è necessario porre in atto tutte le azioni possibili per cercare di contrastarlo”.
Il nostro Paese, fra l’altro, è quello con il numero più alto di batteri che resistono agli antibiotici, come è stato rilevato nel corso della World Antibiotics Awareness Weak.

La farmaco-resistenza batterica è una grande minaccia per la salute nazionale, ma anche a livello globale. La resistenza di sempre più batteri agli antibiotici potrebbe causare un aumento della mortalità di almeno un milione di persone all’anno solamente nello spazio dell’Unione Europea, di 10 milioni entro il 2050. Quello identificato non è però l’unico caso di resistenza dei batteri agli antibiotici, già altri casi sono stati rilevati soprattutto in ceppi dell’Escherichia coli. Ma il caso di Firenze sembra essere particolarmente preoccupante in quanto questo ceppo batterico è uno dei responsabili della diffusione della resistenza ai carbapenemi nel nostro Paese. Proprio per questo l’AMCLI, Associazione Microbiologi Clinici Italiani, ha sostenuto che bisogna fare il possibile per contrastare l’avanzata di questo fenomeno assai preoccupante, la cui portata non è astrattamente prevedibile.

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