Toto Cutugno a Sanremo: quella volta con Belen Rodriguez

Una lunga storia ha accompagnato il celebre Toto Cutugno con il Festival di Sanremo. Il cantante, scomparso ieri all’età di 80 anni, ha partecipato a 15 edizioni (un record condiviso con Al Bano, Anna Oxa, Peppino di Capri e Milva), riuscendo a conquistare la vittoria soltanto una volta, esattamente all’esordio nel 1980 con “Solo Noi“. In altre edizioni si è piazzato al secondo posto per ben sei volte, è arrivato terzo una volta e quarto in due occasioni.

Leggi anche: [wp-rss-aggregator feeds="gossip-largomento-quotidiano"]

Toto Cutugno L’Italiano

Si classificò poi al primo posto durante l’edizione del Festival del 1983, la sua seconda partecipazione, quando si presentò in gara con la canzone che rimarrà indelebile: “L’Italiano“. Fu Gianni Ravera, l’organizzatore dell’evento, a convincerlo a interpretare questa canzone: originariamente era stata scritta per Adriano Celentano, il quale però la rifiutò.

 

Se Domenico Modugno è stato il mister “Volare” che ha portato la nostra melodia agli Stati Uniti, Toto Cutugno è diventato il simbolo dell’autenticità italiana nel resto del mondo. Non c’è tassista che, appena percepisce il nostro accento, non possa fare a meno di intonare le parole di “Lasciatemi cantare“.

 

Toto Cutugno ci ha lasciati il pomeriggio di martedì 22 agosto all’ospedale San Raffaele di Milano, dopo una lunga malattia che si è aggravata nei mesi finali, ha annunciato il suo manager Danilo Mancuso. I funerali sono programmati per giovedì mattina alle 11 presso la basilica dei Santi Nereo e Achilleo a Milano. Lascia la moglie Carla e un figlio, Nicolò, il quale ha rivelato di essere frutto di una relazione extraconiugale.

 

Toto Cutugno e la canzone con Belen

 

Nel 2010 ha avuto la sua ultima apparizione da protagonista, presentando il singolo “Aeroplani“, eseguito durante la serata dedicata ai duetti insieme a Belen Rodriguez.

Toto e la sua musica hanno contribuito all’immaginario collettivo degli anni Ottanta e Novanta. È stato un meme prima che i social network esistessero. Era un’espressione comune, un concetto condiviso, privo di coolness ma con milioni di dischi venduti, anche se nessuno ammetteva di ascoltarli. In pratica, come citano alcune testate, era la Democrazia Cristiana della canzone.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *