UK, il Rapporto Chilcot getta ombre su Blair e sull’intervento in Iraq

L’attesissimo, e temutissimo Rapporto Chilcot ha fatto la sua uscita nel Regno Unito. Ma di che si tratta in concreto?
Il rapporto Chilcot è un documento che fu voluto dall’ex premier inglese Brown, e per il quale si convocò una commissione d’inchiesta presieduta da John Chilcot, per fare chiarezza sull’invasione del Regno Unito in Iraq e per capirne la dinamica e le motivazioni.
Il rapporto cominciò ad essere elaborato nel 2009, ma la sua preparazione si è dimostrata molto più lunga del previsto. Il testo smonta definitivamente la figura di George Bush e di Tony Blair, laburista, all’epoca primo ministro del Regno Unito che ha dato le sue dimissioni nel 2007.

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L’attacco del Regno Unito a Saddam, in Iraq, fu giustificato dall’affermazione che Hussein fosse in possesso di armi di distruzioni di massa. Le armi non furono mai trovate, in compenso 179 militari inglesi morirono in Iraq. In seguito Blair chiese scusa per gli errori di valutazione commessi e ammise anche che la guerra irachena favorì l’ascesa dell’ISIS.
Il Rapporto Chilcot, scottante ed attesissimo, è un blocco enorme di 2,6 milioni di parole, che condanna la mancanza di ogni strategia e discussione legale delle autorità prima di decidere l’entrata in guerra del Regno Unito.
Il rapporto Chilcot denuncia anche che prima di entrare in guerra non ci si assicurò che tutte le opzioni di disarmo pacifico fossero state effettuate.

Tony Blair, cita il rapporto, fu avvertito che in seguito ad un’invasione britannica ed americana sul suolo iracheno, Al Qaeda si sarebbe molto probabilmente rafforzata e le sua attività sarebbero aumentate.
Inoltre sarebbe stato del tutto assente un piano per prevedere cosa fare agli esiti della guerra. Nel rapporto Chilcot, fra l’altro, si legge: “Nonostante gli avvertimenti, le conseguenze dell’invasione sono state sottovalutate e la preparazione del dopo Saddam è stata del tutto inadeguata“. L’intervento del 2003, insomma, è stato completamente rivisto e ridisegnato da un rapporto che rischia di far scatenare più di una bufera sull’amministrazione inglese ed americana del tempo.

Le parole, i documenti e le condanne contenute nel Rapporto Chilcot non sono una grande novità per molti, ma hanno il valore di un riconoscimento e anche di un’accusa: quella a Tony Blair, ma rivolta anche agli USA, di essere entrati in guerra nonostante la “non opportunità” della stessa fosse stata lampante.
Gli studi storici sostengono che Blair potrebbe aver agito in quel modo per mantenere rapporti di amicizia con il presidente statunitense, e in virtù di ciò l’ex premier avrebbe siglato una sorta di “patto segreto” nel quale sosteneva avrebbe seguito ad ogni costo gli USA in guerra. Tony Blair ha risposto negativamente alle accuse: ma ormai il dado è tratto, e la bufera scatenata.

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