Varato il nuovo Codice degli Appalti, ecco cosa prevede

Il nuovo Codice degli Appalti, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri, consiste in un documento di 217 norme che è il risultato di una legge delega di riforma che risale a gennaio. Il ruolo chiave del controllo è affidato all’Autorità Anticorruzione. Sono diversi i punti sui quali si impernia il codice che disciplinerà gli appalti, soprattutto quelli della trasparenza e della sicurezza, per mettere al bando una volta per tutte corruzione e favoritismi (o tentare di farlo).

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Innanzitutto il nuovo codice individua l’organo di riferimento nel cooperare con la Commissione Europea applicando le norme in tema di appalti pubblici: è la Cabina di Regia, e dovrà essere pronta nell’arco di tre mesi.

Una delle maggiori novità del Codice degli Appalti è senza dubbio l’offerta economicamente più vantaggiosa, e permetterà di valutare sempre, per ogni singola opera, l’offerta che abbia il miglior rapporto qualità prezzo (e non solo il prezzo sfacciatamente più basso).
Per quanto concerne la disciplina dei subappalti, si limita questa possibilità al 30% del lavoro, e comunque il subappalto deve essere necessariamente previsto nel bando di gara. La nuova norma che disciplina il pagamento diretto dei subappaltatori è una vera manna per le piccole imprese.

Dal punto di vista della programmazione, invece, sparisce la legge obiettivo ed il punto di riferimento diviene il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica.
Per quanto concerne invece la progettazione, si individuano tre livelli: quello della fattibilità tecnico-economica, quello del progetto definitivo ed infine il progetto esecutivo.

Per proporre una nuova attenzione e partecipazione pubblica, verrà proposto il “Debat Public” per tutte quelle opere che abbiano un impatto sul territorio.
Sempre a livello di partecipazione della cittadinanza, viene introdotto il baratto amministrativo, vale a dire la possibilità per i cittadini di prendersi carico di un’opera pubblica o di un bene, in cambio dell’intervento pubblico per la sua ristrutturazione.

Infine, viene affidato all’ANAC il compito del controllo delle soglie delle concessioni, che in caso di importo superiore ai 150mila euro permettono che il 20% del lavoro sia assegnato alle società in house e l’80% con gara.

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