Voto alla camera: cancellato il Senato, opposizione fuori dall’Aula

La Camera ha approvato, con la maggioranza assoluta richiesta dalla Costituzione per le riforma della Carta Costituzionale stessa, la cancellazione del Senato. 361 voti favorevoli, sette contrari e due astenuti: ecco i numeri del provvedimento che ha dato il via allo smantellamento del Bicameralismo perfetto. Ma non sono tutti d’accordo, anzi. Una buona fetta della rappresentanza, FI, M5S, SI e la Lega sono uscite dall’Aula durante la votazione.

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Il ddl Boschi sulla riforma costituzionale, adesso, dovrà sostenere però la prova più ardua, quella del referendum costituzionale. Il passo che è stato fatto oggi in Senato è enorme: la fine, almeno fino al referendum, del bicameralismo perfetto che è la base del nostro sistema di governo. Ovviamente non poteva mancare il commento soddisfatto di Renzi e della Boschi.

Ma il percorso “lungo e travagliato” della riforma, come è stato definito dal Presidente della camera, Laura Boldrini, è ben lungi dall’essere giunto al termine. Mentre si auspica un “confronto pacato” ed “un’informazione puntuale sul contenuto del referendum”, infatti, sarà proprio il referendum a dover dire l’ultima parola su questa fase tormentata della storia politica italiana.

Sul voto finale la minoranza del Pd, pur avendo espresso riserve, ha infine concesso il proprio sostegno politico. Al calcolo del risultato bisogna però aggiungere il fatto che le opposizioni non hanno dato il loro voto alla riforma Boschi. Infatti sono usciti dall’aula dopo le dichiarazioni di voto. La Lega ha espresso subito le sue considerazioni: “Non saremo complici di Renzi e del suo Governo”, come sostiene Fedriga. Opinioni simili anche da parte di Sinistra Italiana e di Forza Italia.

Anche il Movimento Cinque Stelle non ha partecipato a nessuna mossa ostruzionista, ma non ha neppure votato. Dopo di che, la maggior parte dei politici del gruppo si è recato a Milano, per partecipare alle esequie di Gianroberto Casaleggio, deceduto nella notte dopo una lunga malattia.

La protesta si è fatta sentire anche in piazza a Montecitorio, dove molte persone del Comitato per il No al Referendum Costituzionale sono scesi nelle strade per manifestare la contrarietà alla riforma, condannando lo stravolgimento della Costituzione.

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