A Roma, un “cambio rotta” per recuperare giovani e cani

Una splendida realtà compie un anno, a Roma, in questi giorni. Si tratta del progetto “Cambio Rotta” che mira a dare – come dice lo stesso nome – una seconda possibilità. E a ricevere questo beneficio particolare saranno cani e giovanissimi, accomunati da un destino simile: quello di trovarsi dietro le sbarre, innocenti o meno. Grazie alla mente vulcanica di Adriana Possente e Federica Faiella, presidente e vice-presidente della Cave Canem Onlus, il progetto affronta il primo anniversario con la consapevolezza di aver già ottenuto ottimi risultati.

Giovani e animali cambiano rotta insieme

Con l’interessamento attivo di Benedetto Di Clemente, direttore di un noto canile romano, il Valle Grande, venti giovanissimi reduci da carcere minorile e condanne ai servizi sociali sono stati accolti tra le gabbie dei cani ricoverati presso la struttura. Lo scopo era quello di responsabilizzare questi ragazzi difficili ma anche quello di creare una sintonia tra uomo e animale.

I ragazzi hanno imparato un mestiere, quello di operatore cinofilo, ma hanno anche imparato a essere solidali, rispettosi e più affettuosi. Gli animali, a loro volta, hanno imparato a fidarsi di nuovo di un essere umano. A non attaccare, se erano aggressivi, a non avere paura, se erano traumatizzati. Il cambiamento si è notato subito, in entrambi, e i risultati positivi si contano anche nell’aumento di richieste per l’anno 2021, passando dagli 8 giovani iniziali ai 20 attuali.

I risultati di un vero “Cambio Rotta”

La Cave Canem Onlus esiste dal 2019 e grazie alla Fondazione cui fa capo ha finanziato in meno di tre anni 12 progetti in tutta Italia. “Cambio Rotta” dunque non era una novità, ma ogni nuovo progetto è un esperimento pieno di incognite e i risultati non sono scontati. Ma in appena un anno di lavoro – e si parla del difficile anno della pandemia, il 2020! – i numeri sono stati strabilianti. Su 332 cani arrivati a Valle Grande, oltre 300 sono stati adottati. E il 2021 è iniziato con altrettanta spinta positiva (130 adozioni su 136 cani ricoverati nei primi mesi).

E i ragazzi? Hanno lavorato a stretto contatto con esperti e con gli animali. Hanno imparato a sciogliere emozioni a lungo represse e sono stati seguiti, nel percorso, da psicologi che li hanno aiutati nel confronto quotidiano. Cinque ragazzi si sono distinti nell’impegno e hanno ottenuto una vera e propria formazione, con buoni pasto e una minima paga di indennità formativa, cosa che ha fatto cogliere loro l’importanza di guadagnare con una attività onesta e benefica. Altri sette sono stati avviati alla carriera di lavoratore cinofilo.

Ma il progetto non si è certo fermato al primo compleanno! Continua ancora e per saperne di più si può contattare il sito della Cave Canem Onlus, oppure i recapiti diretti della segreteria (info@fondazionecavecanem.org  ) e della vice presidente Faiella (3454160438 ). Le idee sono ancora tante e tantissimi gli animali, non soltanto i cani, da coccolare e salvare in giro per il Paese. I giovani che potranno ricominciare onestamente grazie a questa interazione non attendono altro che una occasione per ripartire.

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