Agricoltura Sostenibile per la salvaguardia del nostro pianeta

Agricoltura sostenibile, un futuro migliore inizia a tavola

Scegliendo l’agricoltura sostenibile, compiamo sulla nostre tavole un atto di partecipazione al miglioramento del pianeta. Per questo sempre più famiglie decidono di comprare sostenibile.
Che cosa è l’agricoltura sostenibile?
É il punto di arrivo di un’evoluzione agricola che percorre una storia di oltre 10.000 anni, dalla domesticazione sino alla rivoluzione agricola alla quale assistiamo oggi.
È la risposta ad una sfida che si presenta nel nostro futuro, il rispetto per il pianeta, per il lavoro e quindi i lavoratori. L’esigenza di dover soddisfare un sempre crescente fabbisogno alimentare della popolazione mondiale, che si ipotizza possa crescere dagli attuali 7 miliardi sino a 9 miliardi di persone nel 2050 e, in previsione di un generale miglioramento delle condizioni di vita, si arriva a stimare che la richiesta mondiale di alimenti possa raddoppiare.
Si rende quindi fondamentale che il concetto di agricoltura sostenibile venga promosso e applicato a livello mondiale.
Per venire incontro a questa richiesta non possiamo insistere con l’espansione incontrollata delle superfici coltivate tramite disboscamento o la messa a coltura di terre marginali, incuranti dell’impatto che questo avrebbe sull’ambiente. Visti gli evidenti problemi di sostenibilità che presenta l’agricoltura intensiva, di anno in anno si rendono sempre più necessarie tecnologie di settore capaci di prendere nella giusta considerazione le problematiche ambientali.
A questo punto si chiede che l’agricoltura si renda sostenibile, etica, e si pone l’obiettivo di rispettare le risorse naturali, acqua, terra e biodiversità!
La FAO (Food and Agriculture Organization, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) definisce i 5 principi dell’agricoltura sostenibile per aiutarci a comprendere l’importanza di coniugare sostenibilità e attività agricola.
  1. Uso delle risorse più efficiente. Accrescere la produttività e l’occupazione garantendo rifornimenti alimentari e nel contempo i consumi di acqua ed energia.
  2. Un’azione diretta per conservare, proteggere e migliorare le risorse naturali tutte.
  3. Proteggere e migliorare i mezzi di sussistenza rurali, l’equità e il benessere sociale, favorendo una crescita economica inclusiva.
  4. Maggiore resilienza di persone, comunità ed ecosistema è la chiave dell’agricoltura sostenibile.
  5. Meccanismi di governance responsabili ed efficaci, incentivi, equità, trasparenza.
Quindi proviamo a dare una definizione di agricoltura sostenibile, dicendo che, “sostenibilità” è il punto di incontro fra le necessità sociali, economiche e ambientali. Si può definire sostenibile, eco-compatibile o integrata, se rispetta quei criteri di sostenibilità nella produzione agricola o agroalimentare proponendosi nei suoi processi di non alterare l’equilibrio ambientale, contribuendo a migliorare la qualità della vita dell’intera società, negli aspetti ambientali sociali ed economici.
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Rappresentazione grafica del concetto di sostenibilità. Ispirato a Purvis, B., Mao, Y. and Robinson, D. (2018).
Three pillars of sustainability: in search of conceptual origins. Sustainability Science. ISSN 1862-4065.
Secondo l’Agricultural Sustainability Institute, parte dell’University of California a Davis, l’obiettivo dell’agricoltura sostenibile è soddisfare il fabbisogno attuale di alimenti e tessuti, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare a loro volta il proprio fabbisogno.
L’agricoltura sostenibile persegue un ideale di permacultura, un modello agricolo autosufficiente, che integra il benessere delle persone con quello della terra, rendendosi capace di autorinnovarsi e riproporsi per una produzione stabile di alimenti. Perché questo accada occorre attivare iniziative educative, economiche e di promozione, creare occupazione per combattere la povertà e proteggere la risorsa ambiente valorizzando le tradizioni.

Non è assolutamente facile quantificare la “sostenibilità” di un prodotto, di un servizio o un processo produttivo. Un’analisi è resa possibile dal metodo LCA (Life Cycle Assessment) definita dalla norma UNI EN ISO 14040:2006. Per quanto non sia un metodo preciso, ci aiuta a comprendere attraverso dei punteggi per ogni singolo parametro, quali siano gli aspetti fondamentali dell’agricoltura sostenibile:

  • ”emissioni equivalenti” di CO2;
  • consumo dell’acqua;
  • costi colturali, trasporto e distribuzione, certificazioni, tracciabilità e adempimenti burocratici;
  • “emissioni equivalenti” di inquinanti (i prodotti tossici restituiscono un valore per ciascuno dei ricettori: acqua, suolo e atmosfera);
  • tossicità equivalente contenuta nel prodotto (ad esempio tracce di rame o altri metalli pesanti);
  • costi e benefici sociali, ad esempio numero di posti di lavoro e la morbilità associata ai medesimi;
  • il consumo energetico, tenuto conto anche del mix di vettori energetici.
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