Bullismo, bambini vittime anche a 5 anni

Cresce l’attenzione su bullismo e cyberbullismo, fenomeni che purtroppo prendono di mira anche i piccolissimi. I bimbi in età prescolare cominciano a confrontarsi con i coetanei, e alcuni si scontrano già con prese in giro e giudizi.

Non si tratta di scontri fisici, che anzi possono rientrare nella sfera del gioco, ma più di una forma di bullismo psicologico. Certo che quando il bullo a scuola è a sua volta un bambino che non ha ancora iniziato le elementari, l’attenzione degli adulti deve essere a entrambi; per comprendere cosa c’è dietro certi comportamenti.

Sono episodi che non devono essere minimizzati nè trascurati, imputandoli solo all’età infantile. E’ possibile che nè la vittima nè chi compie la prevaricazione siano davvero consapevoli di ciò che accade, ma gli adulti devono comprendere le dinamiche in atto. Sull’argomento bullismo psicologo dell’età infantile o educatore possono essere figure importanti cui chiedere consigli.

Bullismo, i dati in Italia

Una fotografia della situazione l’ha fatta Telefono Azzurro, che qualche tempo fa ha analizzato come si diffonde il bullismo a scuola e online in Italia. Il maggior numero di casi arriva dal Nord (56%); sono in crescita le segnalazioni che vedono come vittime i più piccoli, anche di 5 anni (22% dei casi); il 30% delle vittime riporta di aver commesso atti di autolesionismo, il 10% di aver tentato o pensato al suicidio.

Sono queste alcune delle evidenze emerse nel dossier diffuso dall’associazione sulla base degli atti di bullismo nel corso dell’anno scolastico 2015-2016. Dal settembre 2015 al giugno 2016 Telefono Azzurro ha gestito circa 1 caso al giorno di bullismo e cyberbullismo; in totale i casi gestiti sono stati 270, che hanno richiesto un totale di 619 consulenze. Il fenomeno viene alla luce maggiormente al nord, dove sono stati gestiti circa il 45% dei casi e da dove vengono segnalati il 57% dei casi nazionali di cyberbullismo.

Il profilo delle vittime

I dati consegnano immagini sul bullismo che permettono di identificare i soggetti più a rischio. La prevalenza delle vittime è di nazionalità italiana (con un dato che si attesta attorno all’85% dei casi); bambini e adolescenti di origine straniera contattano Telefono Azzurro principalmente per altre motivazioni parlando di episodi di bullismo o cyberbullismo solo legati ad altre difficoltà. Le femmine vittime di bullismo sono il 45%, dato che sale al 70% per episodi di cyberbullismo.

I bulli – rileva ancora lo studio – sono generalmente maschi (60% dei casi) e amici o conoscenti della vittima. Le ragazze sono responsabili del 25% dei casi in cui la bulla agisce sola, cui si aggiunge un 15% in cui opera in gruppo. L’età delle vittime si sta abbassando: un trend in crescita è quello che vede come vittime bambini sempre più piccoli, anche di 5 anni.
Le richieste di aiuto per episodi di cyberbullismo hanno inizio durante le scuole secondarie di primo grado e proseguono in adolescenza (1 richiesta su 2 coinvolge preadolescenti).

Bullo definizione

Per bullo significato e definzione affondano le radici nel termine di origine tedesca”bule”, che vuol dire amico; questo perché bullo e vittime hanno quasi sempre rapporti sttetti. Un bullo è un ragazzo aggressivo, anche violento, che prende di mirauna persona appartenente alla sua cerchia di conoscenze, che ai suoi occhi appare debole.

Questi argomenti vengono affrontati sempre più spesso nelle scuole, con percorsi didattici ed educativi mirati. Svolgere un tema sul bullismo o affrontare un testo argomentativo sul bullismo può dare gli strumenti non solo per difendersi e chiedere aiuto, ma anche per comprendere i meccanismi inconsci che portano a essere aggressivi.

Bullismo e cyberbullismo significato

Definito cos’è un bullo, per cyberbullismo definizione semplice è bullismo sul web. A quel punto il sopruso, di tipo psicologico, avviene tramite i device, soprattutto sui social tanto frequentati dagli adolescenti.

I casi di richiesta di aiuto per bullismo o cyberbullismo vengono segnalati insieme ad altre difficoltà. Problemi scolastici e difficoltà relazionali, ma anche problematiche legate all’area della salute mentale: bassa autostima, ansia diffusa, paura o fobie, gli atti autolesivi, le ideazioni suicidarie e i tentativi di suicidio sono le principali. Le ricerche sul bullismo evidenziano, tra le conseguenze dell’essere vittima di questi soprusi, situazioni di ansia diffusa che possono portare all’abbandono o alla dispersione scolastica, ad atti autolesivi, fino all’ipotesi di suicidio. Il 30% delle vittime di bullismo mette in atto comportamenti di autolesionismo, mentre il 10% avrebbe pensato o tentato il suicidio.

Le conseguenze del bullismo

Le difficoltà emotive e comportamentali sperimentate dalle vittime e anche dai bulli possono continuare anche in età adulta producendo effetti negativi a lungo termine. Per le vittime una bassa autostima e con scarso valore di sé, una maggiore tendenza alla depressione; per i bulli a comportamenti antisociali o vandalici, all’uso e abuso di sostanze (come alcool o droghe), fino all’aggregazione in gang o allo sviluppo di comportamenti criminali.

Anche gli «spettatori» possono sviluppare conseguenze in relazione a quanto vissuto: sviluppo di sentimenti di colpa o di impotenza per non essere intervenuti nell’interrompere il bullo o nell’aiutare la vittima e, a lungo termine, scarsa empatia o incapacità di fidarsi degli altri.

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