Carlo Verdone compie 70 anni: personaggi e battute memorabili

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Carlo Verdone

Carlo Verdone compie 70 anni e da 40 racconta l’Italia e gli italiani meglio di chiunque altro, facendo ridere e riflettere. Dal coatto Enzo ai timidi e goffi Leo e Mimmo. Dal pedante Furio all’immigrato Pasquale Amitrano, passando per l’hippy Ruggero e il “gallo cedrone” Armando. Una carrellata sui suoi personaggi iconici e le loro battute indimenticabili

Il mitico Enzo, eterno bambinone sbruffone che si muove in una Roma deserta di Ferragosto, e che convince l’amico Sergio a partire insieme per una vacanza avventurosa in Polonia in “Un sacco bello” film che segna l’esordio alla regia di Carlo Verdone, nel 1980. “Sei proprio un regazzino, pieno de complessi, pieno de paure!”

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Con Leo in “Un sacco bello” e Mimmo in “Bianco, Rosso e Verdone” Carlo Verdone tratteggia le figure degli ingenui, goffi e teneri ragazzoni, ancora legati alle madri o alle nonne, con poca esperienza di donne e di vita.

Un altro incredibile personaggio tratteggiato da Carlo Verdone: Ruggero, un hippy convinto di aver avuto una visione mistica, che vive ritirato in una comunità in Toscana, dove si professa l’amore libero ed il “distacco dal mondo materialistico”. Memorabile la scena dell’incontro tra Ruggero e la sua fidanzato con il padre di lui (Mario Brega). Il padre: “Ma ‘n padre pò avè un fijio così, senza ‘na casa, senza ‘na famijia, co ‘e pezze ar culo, ai semafori a chiede l’elemosina?!…E co ‘sta stronza che so du’ ore che sta a masticà! Ma che te ciancichi, aoh!!? La fidanzata Fiorenza: “Guarda che io a mi padre j’ho già sputato in faccia, attento, fascio, che nun ce metto niente!” Il padre Mario: “A me fascio? Io fascio? A zoccolè, io mica so’ comunista così, (alzando il pugno sinistro) sa! So’ comunista così!! (alzandoli entrambi)”

Carlo Verdone e Sora Lella (Fabrizi), coppia indimenticabile in “Bianco, rosso e Verdone”. Lui è Mimmo, ragazzone tenero e ingenuo, lei sua nonna, ben più navigata: “Nonna, nonna.. m’hanno fatto un buono, che vor di’?” “ Che te la piji n’der culo!”

Carlo Verdone ed Eleonora Giorgi in “Borotalco” altro capolavoro del 1982 scritto e diretto da Carlo. Sono sono due giovani venditori porta a porta di enciclopedie, lui mite e impacciato, lei bella e spigliata, fan accanita di Lucio Dalla. Indimenticabile il monologo di Sergio, che si finge Manuel Fantoni per fare colpo: “Un bel giorno, senza dire niente a nessuno, me ne andai a Genova e mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana. Feci due volte il giro del mondo e non riuscii mai a capire che cazzo trasportasse quella nave, ma forse un giorno lo capii: droga!”

Carlo Verdone nei panni di Furio in “Bianco, Rosso e Verdone”, road movie ambientato in Italia, nei primi anni ottanta, durante un fine settimana elettorale. Furio Zòccano, funzionario romano residente a Torino, logorroico, sparagnino e pedante oltre ogni limite, pianifica e calcola ogni cosa fin nel dettaglio. Sua moglie Magda Ghiglioni, che lo sopporta nel silenzio e nella disperazione, esternata più volte con l’espressione “non ce la faccio più!”. Alcune frasi simbolo fra le tante: “Allora, Magda, te lo ripeto per l’ottocentocinquantesima volta: i bar e i bagni pubblici sono i distributori automatici della salmonellosi e del tifo, d’accordo? Se proprio non puoi farne a meno almeno usa questo, un copritavoletta sterilizzato. Per lo meno cerchiamo di rendere la vita difficile ai bacilli, no? Dai!” . E quella rimasta cult: “Magda, tu mi adori? “Sì…”. “ E allora lo vedi che la cosa è reciproca?”

Carlo Verdone nei panni di Furio in “Bianco, rosso e Verdone” e l’indimenticabile telefonata all’Aci. “- Furio: Pronto, parlo col servizio percorribilità strade? Ah buongiorno, senta io sono un socio ACI numero di tessera 917655 barra UT come Udine Torino; la disturbavo per avere qualche delucidazione dato che mi devo recare a Roma a votare. Senta, ho sentito dal bollettino dei naviganti che è in arrivo un’area depressionaria di 982 millibar, e questo purtroppo mi è anche confermato da un fastidiosissimo mal di testa che sopraggiunge ogniqualvolta c’è un brusco calo di pressione; d’altro canto, caro amico, questo è il prezzo che dobbiamo pagare noi meteoropatici. Senta, io le domandavo questo, secondo lei, partendo fra circa… 3 minuti e mantenendo una velocità di crociera di circa 80/85 chilometri orari… secondo lei faccio in tempo a lasciarmi la perturbazione alle spalle diciamo nei pressi di Parma? – Operatore ACI: “… ma va a caghèr!”

Carlo Verdone nei panni dell’emigrato in Germania Pasquale Amitrano, che torna in patria per votare. Tifoso della Juventus, arte per l’Italia con una Alfasud rossa, chiassosamente bardata, per raggiungere la sua circoscrizione elettorale di Matera. Memorabile il suo sfogo finale, dopo un viaggio rocambolesco in cui gli è capitato di tutto. “”Sapete che vi dico? Lo sapete che vi dico? Che andate a pijà tutti quand nel c… !”

L’indimenticabile “duetto” Sordi-Verdone nel film “In viaggio con papà” diretto dallo stesso Sordi nel 1982. “Aridaje co ‘sto sesso! T’è entrato dentro ar cervello a te er sesso, papà…”, “E manco esce!”

“Troppo forte” film del 1986 di Carlo Verdone in cui interpreta Oscar, giovane “coatto” della periferia romana che frequenta gli studi di Cinecittà, atteggiandosi a bullo di quartiere, sognando una grande carriera di attore, ma costretto invece a guadagnarsi da vivere come stuntman in film minori. Due monologhi cult: “Il look dello straccio intorno alla testa modestamente prima de Stallone ce l’ho avuto io…io perché sò bono, ma se me girano potrei veramente citare Stallone per danni, lo rimando veramente a fa’ il gelataro a New York, ma che me frega a me!”; “Il rapporto col flipper è come un rapporto sessuale, come un amplesso… non è il polso che deve da’ la spinta alla pallina, ma è il ventre… mi hai capito, moro? Eh? Questo è il movimento, il colpo deve essere secco, deciso, preciso!”

Nel 1995 Carlo Verdone dirige “Viaggi di nozze”, riprendendo. in uno dei tre episodi, il personaggio del pedante Furio (nel nuovo film è Il prof. Raniero Cotti Borroni). Ma a riscuotere un incredibile successo, è la coppia di coatti arricchiti Ivano e Jessica, che dopo una cerimonia trasgressiva partono per un viaggio tra alberghi e discoteche, dove consumano rapporti sessuali in situazioni pericolose al grido di “O famo strano?”. “O famo strano?” “Famolo! “…E se vie’ quarcuno?” “Mejo. Potrebbe esse pure mejo”

Carlo Verdone è Armando Feroci in “Gallo Cedrone” del 1998. Feroci, volontario romano della Croce Rossa Italiana, viene sequestrato e condannato a morte da un gruppo integralista islamico. L’avvenimento diviene un caso nazionale, mobilitando la politica e i media. Dalle interviste e i ricordi delle persone a lui vicine, in una sequenza di episodi tra il comico e il grottesco, emerge il quadro di un individuo immaturo, avventato e molesto. “Lo sai che c’hai n’soriso verticale da favola? Je manca solo a parola! Ma chi te l’ha scolpito Michelangelo?”

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