Carovita: auto nuove elettriche e non, sempre più care!

Dopo le bollette di luce e gas e i prodotti alimentari, il carovita tocca anche il settore dell’automotive e, in particolare, quello delle automobili elettriche, ma anche a benzina e diesel.

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Il duro colpo ai prezzi del mercato delle quattroruote è stato inferto negli ultimi mesi, con lo scoppio della guerra russo sul territorio ucraino; eppure il problema aveva già cominciato a farsi sentire nei mesi precedenti e, in particolare, ad inizio pandemia. I fattori che incidono sul rialzo sono sostanzialmente due: l’aumento dei prezzi delle materie prime e la difficoltà a reperire microchip.

Se il prezzo delle vetture e quelli del carburante salgono, è necessario riuscire a ridurre almeno una parte dei costi legati all’automobile privata. In modo particolare, è possibile risparmiare un po’ sull’assicurazione obbligatoria sfruttando la legge Bersani e la sua più recente estensione, l’RCA Famiglia. Per sapere quanto si andrà a spendere di assicurazione auto, è possibile chiedere un preventivo RCA direttamente online.

La crisi dei microchip

Il primo grande problema che ha messo in crisi il settore dell’automobile e dei veicoli in generale, incidendo negativamente sulla produzione e sui prezzi, è la crisi dei microchip. Il fattore scatenante è stato il rallentamento dell’economia che, nel 2020, è seguito all’inizio della pandemia e alle chiusure che hanno interessato tutto il pianeta, seppur con tempi e modalità differenti.

Le chiusure, i blocchi delle attività e i lockdown hanno da un lato ridotto la richiesta di nuove automobili da parte dei compratori, e dall’altro hanno rallentato la produzione industriale. Le industrie che si occupano della produzione di microchip, di fronte ad un abbassamento della domanda, hanno rallentato la produzione, facendosi però trovare impreparati quando l’emergenza sanitaria ha allentato la sua morsa.

Cos’è successo in seguito?

Quello che è successo è facile da capire: allentati i blocchi, la produzione è ripresa e, con essa, anche la domanda che, essendo stata ferma per diversi mesi, ha subito una forte quanto improvvisa impennata. La produzione di microchip prevede processi lunghi e complessi, per questo la grande domanda di nuove componenti per auto non ha trovato adeguata risposta sotto forma di rifornimenti.

C’è anche da dire che le industrie automobilistiche si sono sempre limitate ad acquistare un numero di microchip limitato a quello che serviva loro sul momento, per la produzione dei nuovi veicoli. Non avendo mai pensato di mettere da parte grandi scorte di questi fondamentali componenti, si sono trovate di punto in bianco nell’impossibilità di fare uscire dalle fabbriche nuove automobili in tempi brevi.

La crescita della domanda, ha inoltre portato ad un aumento dei prezzi che ha inciso in modo determinante sul costo finale dei veicoli nuovi.

L’aumento dei prezzi delle materie prime

Come se non bastasse, a incidere sul carovita, dopo due anni di pandemia che ha sconvolto l’economia mondiale, ci si è messo anche l’aumento esponenziale dei prezzi di alcune materie prime fondamentali per la produzione sia dei microchip, utilizzati tanto sulle automobili tradizionali quanto su quelle elettriche, sia dei battery pack delle elettriche.

Nel caso dei microchip, ha inciso in particolar modo l’aumento dei prezzi di silicio e germanio, mentre i prezzi delle batterie per le auto elettriche sono volati in seguito all’aumento in primis del nichel, il quale ha incrementato il suo prezzo di oltre il doppio, ma anche del litio.

Questi aumenti si ripercuotono su quelli delle automobili, facendo lievitare i prezzi. A soffrire dei rialzi è, in particolare, il settore dell’elettrico, sul quale si sta puntando sempre di più al fine di ridurre le emissioni di gas e sostanze inquinanti. Nonostante la continua crescita registrata nell’ultimo periodo, l’aumento del costo delle vetture elettriche potrebbe rallentarne la diffusione.

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