Casinò online: identikit dell’utente medio nel 2023

Che gli italiani siano grandi appassionati di gioco online è cosa nota ormai da tempo. Lo dimostrano i risultati ottenuti dagli operatori del settore, che non registrano alcun tipo di inflessione neppure nel periodo estivo. Al contrario, proprio nel mese di agosto 2023, la spesa complessiva sui siti online ha superato la quota di 190 milioni di euro.

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Ma chi sono, nel dettaglio, gli utenti che si collegano ai numerosi casinò online per giocare con soldi veri? L’Università Luiss, in collaborazione con l’istituto di ricerca Ipsos, ha effettuato uno studio particolareggiato per cercare di delineare il profilo – o, per meglio dire, l’identikit – del giocatore italiano medio nella nostra epoca attuale.

Smontiamo, quindi, un vecchio stereotipo duro a morire: avere un interesse personale per il mondo delle slot e dei casinò virtuali non equivale ad essere “soggetti problematici”. L’utente-tipo, infatti, ha un’età compresa tra i 40 e i 50 anni e svolge un’attività lavorativa regolare, senza significative differenze tra uomini e donne. Anche il grado di istruzione è alto o medio-alto: laurea o diploma di scuola superiore.

Giocare in Rete, da PC o smartphone, è considerato uno svago come un altro, un momento in cui ci stacca dalla routine dell’ufficio e dalle beghe familiari. Nella stragrande maggioranza dei casi, tutto questo avviene in maniera legale e trasparente, ricorrendo a siti web appartenenti ai circuiti consentiti dalle autorità.

Il motivo è presto detto: gli utenti italiani mettono in primo piano la propria sicurezza e solo in minima parte – circa il 10% – sono disposti a rischiare, rivolgendosi a siti di dubbia provenienza. Di questi, per altro, in pochi lo fanno in maniera realmente consapevole, mentre il 4% dichiara che ciò sia capitato per leggerezza, errore o carenza di informazioni e di aver compreso solo in seguito la natura non lecita del sito.

Per far fronte al problema, vi è in corso una lotta serrata contro i giochi illegali, che vede schierati esperti e forze dell’ordine: tali attività di monitoraggio hanno dato buoni frutti, portando all’identificazione e alla chiusura di ben 9.685 siti privi di licenza.

Vi è, comunque, un lato positivo della questione: ormai da diversi anni, l’offerta di soluzioni “legali” è incredibilmente vasta, proprio per accontentare esigenze e gusti, spesso differenti, di una popolazione di gamer in continuo aumento. E, soprattutto, sempre pronta a sperimentare novità e trend del periodo, a livello sia estetico che di servizi, o a cogliere al volo eventuali bonus dedicati ai neo-iscritti.

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