Chi era Liliana Resinovich? La scomparsa, la morte, l’inchiesta

Chi era Liliana Resinovich? Liliana era una pensionata di 63 anni che conduceva una vita tranquilla. La donna è scomparsa dalla sua abituazione di Triste, nella quale viveva con il marito, il 14 dicembre scorso. Le ricerche della pensionata sono terminate il 5 gennaio con rinvenimento del cadavere in un parco fuori città.

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Solo di recente è arrivata la richiesta dei pm di archiviazione delle indagini sul caso in merito al quale sono stati scritti numerosi articoli di giornale pensando di trovarsi di fronte a un giallo.

Un mistero al quale è stata scritta la parola fine a seguito delle consulenze peritali disposte dai Sostituto procuratori che hanno coordinato le indagini, specificando che si è trattato di suicidio.

La scomparsa e il ritrovamento di Liliana

La donna era uscita di casa il 14 dicembre. Da allora per 21 giorni non si hanno avute notizie della pensionata. Le ricerche sono terminate con il ritrovamento del corpo della donna nel boschetto dell’ex Ospedale psichiatrico di San Giovanni, nella periferia di Trieste, il 5 gennaio. Gli investigatori hanno disposto che sulla salma fosse effettuato esame autoptico per stabilire quali siano state le cause del decesso ed eventualmente anche se la 63enne abbia subito violenze.

Ed è stato proprio a seguito dell’esito delle indagini peritali che i pm hanno chiesto la chiusura indagini. Sul corpo della donna non sarebbero stati trovati segni che indichino che abbia subito violenze di alcun tipo o che sia stata coinvolta in una colluttazione. Una morte per asfissia classificata come un suicidio, in merito alla quale si è chiesta l’archiviazione.

Sempre secondo gli esperti il suicidio sarebbe avvenuto un paio di giorni prima del rinvenimento del cadavere nel boschetto. Nonostante tutto sembrano restare ancora aperti diversi interrogativi.

I dubbi

Tra le domande che non trovano risposte e che inducono, in particolar modo il fratello della 63enne a non credere nel suicidio, il fatto che la pensionata sia uscita di casa senza i suoi due telefonini e senza la fede nunziale. Altrettando strano sarebbe risultato ai familiari non riuscire a sapere come e dove la donna abbia trascorso i 21 giorni prima della morte.

Ad amici e parenti sarebbe risultato singolare anche il modo nel quale ha scelto di togliersi la vita: posizionandosi due sacchetti in testa. E poco chiaro risulta anche il rapporto che aveva con un caro amico. Un uomo più grande di lei di 20 anni del quale la donna era stata innamorata in passato. Una figura che acuisce i dubbi circa la possibilità che la donna si sia tolta la vita, perché dall’esame dei telefonini della pensionata è emerso un messaggio inviato poche ore prima della scomparsa: “In relax pensando a te, amore mio”. Una frase che non fa certo pensare all’intenzione di suicidarsi…

Adesso, però, l’ultima parola spetta al giudice per le indagini preliminari, al quale i pm hanno chiesto l’archiviazione. Il giudice, esaminati gli atti investigativi, potrà accogliere l’istanza oppure non accoglierla, in quest’ultimo caso fisserebbe un’udienza in camera di consiglio, al termine della quale potrebbe chiedere ai pm di svolgere ulteriori indagini.

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