Ciclismo mondiale, gli italiani vincono e gli sponsor scappano

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Nel 2017 nessuna squadra italiana tra le 18 del World Tour nonostante i nostri ciclisti e tecnici siano i più ricercati al mondo.

Il ciclismo italiano è vivo, gli sponsor nostrani molto meno. Non era mai successo infatti come è invece nel 2017 che la stagione di World Tour, ossia l’eccellenza del pedale mondiale, cominciasse senza nemmeno una squadra italiana almeno per affiliazione se non anche per nome. E invece come accade in altri sport a cominciare dal calcio dove ormai dominano i soldi in arrivi dalla Cina e dai Paesi arabi, tra le 18 formazioni big non esiste più l’Italia dopo la sparizione definitiva anche della Lampre che era l’ultima a tenere alta la bandiera in seguito alla rinuncia, due stagioni fa, della Liquigas che ha considerato esaurita la sua lunga parentesi nel mondo delle due ruote.

 

Ciclismo mondiale, atleti e tecnici italiani sono ancora al top ma mancano gli sponsor

Il paradosso legato al ciclismo mondiale è che atleti, tecnici e altri figure, come team manager ma anche massaggiatori e meccanici, sono ancora richiestissimi in tutto il mondo e basta guardare i numero per capirlo: solo negli organici delle squadre World Tour infatti ci sono 61 ciclisti italiani, cifra che colloca il nostro Paese ancora in testa, oltre a 23 tecnici come Luca Guercilena, team manager della statunitense Trek Segafredo, Beppe Martinelli che ormai ha fatto la storia anche nell’Astana o ancora Davide Bramati che ormai è di casa nella QuickStep Floors, con base e dirigenza in Belgio. Eppure per salvare quella che è stata per anni una delle nostre glorie, la Lampre ultimamente diventata Lampre – Merida, Beppe Saronni ha dovuto inseguire a lungo uno sponsor importante e dopo il ritiro della cordata cinese lo ha trovato negli Emirati Arabi che hanno messo in campo anche la compagnia aerea Fly Emirates che è da anni anche al fianco di prestigiosi club calcistici mondiali. Stesso discorso per Vincenzo Nibali, uno dei più pagati al mondo con uno stipendio annuale vicino ai 4 milioni di euro: è il leader di una squadra che non esisteva fino a pochi mesi fa, la Bahrain – Merida, altro club che ha trovato soldi e sponsor negli Emirati che stanno investendo pesantemente in questo sport.

 

World Tour, tutti i continenti rappresentati e l’Italia è sparita

Analizzando il panorama mondiale del ciclismo, nel World Tour sono rappresentati ormai tutti i continenti: una squadra per Africa e Australia con Dimension Data e ORICA-Scott, tre per l’Asia con UAE Fly Emirates, Bahrain –Merida e Astana, così come per l’America con le statunitensi BMC, Cannondale e Trek – Segafredo, più l’Europa che ne schiera dieci: due in Belgio con Lotto – Soudal e QuickStep Flooors, due in Germania con Team Sunweb e BORA-Hansgrohe, due inGrancia con Ag2R La Mondiale e FDJ, una a testa per Spagna con Movistar, Svizzera che ha ereditato la Katusha – Alpecin, Olanda con la Lotto NL – Jumbo e Gran Bretagna con il Team Sky. In futuro, forse già dal 2018, Segafredo potrebbe diventare primo sponsor della Trek e riportare la squadra in Italia, ma all’orizzonte non si vedono altri imprenditori interessati.

 

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