Città sostenibili: come avviarsi verso un futuro migliore

La centralità di un tema così importante come il cambiamento climatico porta inevitabilmente a fare delle valutazioni teoriche e pratiche tese alla definizione di contesti a misura d’uomo in grado di rispettare tutti, comunità e ambiente circostante. Una delle iniziative che meglio si stanno incanalando verso questa concezione è basata sulla progettazione di città sostenibili, ideazioni a regola d’arte per imbastire reticolati urbani e non in grado di elevare all’ennesima potenza la salubrità dell’aria e la qualità della vita enfatizzando i punti di forza di una transizione ecologica sempre più indispensabile per le generazioni attuali e future.

Il manifesto congiunto di GBC Italia e i suoi propositi

L’evento di venerdì scorso Driving the Change – GBC Italia for COP 26 realizzato da GBC Italia a Mind – Milano Innovation District con il contributo di Lendlease, Asacert, Coima, Greenwitch e A2A fornisce a un’utenza di ogni genere un messaggio ben centrato su una condizione che è ormai sotto gli occhi di tutti coinvolgendo sia il lato emozionale che il lato pratico di una situazione dai risvolti ad ampio spettro. I numerosi relatori che hanno preso parte a questa iniziativa si sono confrontati sugli approcci migliori per definire una città sostenibile all’altezza della situazione.

Ciò che ha colpito profondamente la platea è stata un’affermazione che ha posto l’Italia in una posizione di prestigio per quanto concerne l’impiego di determinati protocolli energetico-ambientali. Un ruolo di leadership non da poco che si sorregge su un atteggiamento di qualità supportato, a sua volta da competenze specifiche e all’avanguardia in grado di fare la differenza, sempre e comunque.

L’impatto ambientale della progettazione e le azioni da concretizzare

La costruzione degli edifici comporta un’emissione che è circa il 39% delle emissioni globali di CO2, di cui il 10% è rappresentato dalle emissioni di CO2 scaturite dai materiali impiegati durante il processo di lavorazione. Perciò, nasce la necessità di misurare le prestazioni del costruito mediante un approccio sistemico in linea con i protocolli energetico-ambientali e con una tutela ad ampio raggio di tutto ciò che circonda una città. Il vicepresidente Fabrizio Capaccioli è stato molto chiaro a tal proposito proclamando la vision da seguire per raggiungere quanto prima determinati traguardi di sostenibilità.

In virtù di ciò, è stato lanciato il Manifesto di GBC Italia per COP26, un documento che segna la strada in maniera inequivocabile stabilendo le basi di un’edilizia sostenibile per creare un ambiente completamente de carbonizzato. In questa direzione, le parole chiave per giungere il prima possibile a traguardi semplicemente confortanti sono economia circolare, qualità, innovazione e resilienza della città. Inoltre, per dare piena concretezza ai riferimenti alla base di questo documento programmatico sono state istituite delle peculiarità ad hoc. A cominciare da una normativa incentrata sui nuovi requisiti prestazionali e non prescrittivi per poi passare a parametri al passo coi tempi come l’innovazione e la digitalizzazione del settore, l’uso di nuovi modelli progettuali, il ricorso a tecniche costruttive in grado di valorizzare la ricerca e la tecnologia e il supporto di una finanza sostenibile capace di incentivare la collaborazione tra pubblico e privato.








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