Come adattare un bagno per chi ha disabilità motorie

Esistono delle normative delineate per la progettazione del bagno per disabili, che possono essere integrate con le indicazioni del Centro di Adattamento dell’Ambiente Domestico, nel caso si trovi in casa. Bisogna partire dalla premessa secondo cui l’obiettivo ultimo di questo tipo di lavoro è la praticità, che va commisurata rispetto alle esigenze motorie di chi lo usa. Oggi le aziende, sempre più sensibili alle necessità peculiari di ogni patologia, stanno sviluppando soluzioni diversificate, che possono essere applicate soprattutto in ambito domestico.

Accorgimenti da prendere in considerazione

Risulta evidente che i lavori per rendere agibile ai disabili il bagno possono costituire un impegno non da poco. Questo non vale solamente per gli elementi funzionali che arredano, come i lavabo o i sanitari, ma anche per le dimensioni della stanza, che in certi casi possono essere inferiori a quelle imposte dalle normative. La conseguenza logica è quella di affrontare una modifica della pianta dell’immobile, con tutto ciò che ne deriva, ossia costi e tempi di esecuzione maggiori, oltre a oneri burocratici. Ecco perché può rendersi necessario, soprattutto nelle zone in cui il costo della vita è più alto, rivolgersi a professionisti che permettano risultati ottimali. Si tratta, spesso, di opere che possono prevedere una spesa ingente anche per l’acquisto dell’arredamento, oltre che dei materiali di rivestimento antiscivolo, tutte cose a carico del committente. Per non gravare eccessivamente sul portafogli, può essere una buona idea avvalersi di un idraulico economico a Milano, che possa garantire efficienza e costi di manodopera ridotti.

Elementi fondamentali per l’agibilità del bagno

Secondo le linee guida di base, ci sono alcune caratteristiche che sono imprescindibili, affinché un bagno sia considerabile come adatto a chi ha disabilità motorie. Per risultare agibile, le dimensioni della stanza devono essere di minimo 1,80 m2, riducibili a 1,40×1,80 m2 in assenza della doccia. Per quanto riguarda corridoi e antibagno attraverso i quali si accede al bagno, la larghezza minima è fissata a 1,50 m, mentre la pavimentazione deve essere anti-sdrucciolo. La porta di accesso può essere a scomparsa, oppure deve aprire verso l’esterno, deve essere dotata di una maniglia a 80 cm da terra e deve avere una luce minima di 85 cm. Lo spazio di manovra per accostare la sedia a rotelle ai sanitari quali il WC e l’eventuale bidet deve essere di almeno un metro. È bene che entrambi siano sospesi ed è necessario mantenere un margine dalla parete di 40 cm. Nel caso questa distanza sia superiore, occorre installare corrimano che agevolino lo spostamento dalla sedia rotelle. Anche il lavabo è bene che sia sospeso, oltre che avere uno spazio frontale di minimo 80 cm, la stessa distanza che deve avere da terra e dal muro. Rispetto alla vasca da bagno, lo spazio indicato per l’accostamento laterale non può essere inferiore a 1,40 m, e la profondità minima è di 80 cm. Per la doccia la profondità minima è invariata, ma va dotata di sedile ribaltabile e il piatto doccia deve collocarsi alla stessa quota del pavimento. I rubinetti possono essere sia a leva, sia dotati di una fotocellula.

 

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