Coronavirus, sei casi accertati e due paesi in isolamento in Lombardia. Le autorità: “non uscite”

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Aggiornamento ore 23:30

Primo morto dal virus a Padova, 15 contagi in Lombardia. 2 treni fermi nelle stazioni di Bologna e Roma per casi sospetti, evacuato piano sede di Luxottica per possibile contagio.

Aggiornamento ore 18:50: i contagi in Lombardia salgono a 14: “Dobbiamo contenere il virus in quell’area”

E’ salito a 14 il numero dei contagi da Coronavirus in regione Lombardia. Ad annunciarlo, in una conferenza stampa che si è tenuta venerdì pomeriggio al Pirellone, è stato l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.

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“Altre otto persone sono risultate positive – ha detto. Sono cinque tra medici e infermieri e tre pazienti”. I nuovi contagi si aggiungono agli altri sei casi già “ufficializzati” in mattinata. Tra loro le condizioni più gravi sono quelle di un 38enne, che è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Codogno. Al Sacco si trovano invece sua moglie – incinta -, un loro amico e altre tre persone, anche loro del Lodigiano.

Almeno dieci comuni interessati

Tutti i pazienti colpiti dal virus, stando a quanto riferito, provengono dai comuni limitrofi. “Ci sarà un’ordinanza con misure molto precise, che riguarda quell’area lì – ha annunciato Gallera -. Sono dieci comuni almeno”.

Indagini sono in corso sul presunto paziente zero, che per ora è stato identificato in un manager di Castiglione d’Adda che è tornato dalla Cina il 21 gennaio e che si è incontrato col 38enne tre volte tra fine gennaio e la prima settimana di febbraio. L’uomo è risultato negativo ai primi test, ma saranno necessari – hanno fatto sapere dal Pirellone – ulteriori accertamenti.

“Circoscrivere il virus”

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha espresso “gratitudine alla Regione Lombardia, al presidente e agli assessori. Ci sono già stati in Europa dei cluster. In Germania, attorno a un’azienda, in Francia, attorno a una scuola. Noi avevamo preparato un piano, che ora si dovrà solo attuare – ha spiegato -. Dobbiamo circoscrivere quest’area. Lavorare perché il virus venga trattenuto lì dentro. Tra le misure – ha chiarito – la sospensione della attività lavorative, commerciali e di tutti gli eventi pubblici, lA sospensione delle attività educative e dell’infanzia, la sospensione delle attività ludico sportive”.

“Al fine di offrire la massima collaborazione alla Regione, alla Prefettura e alle istituzioni responsabili in materia di sanità, ho istituito – ha spiegato venerdì pomeriggio il sindaco di Milano, Beppe Sala – un gruppo di lavoro che si riunirà domani mattina a Palazzo Marino. Seguiremo costantemente l’evolversi della situazione e verificheremo la necessità di adottare eventuali misure di nostra competenza”.

Caserme per i pazienti da isolare

L’esigenza ora è trovare luoghi adatti per la quarantene. Angelo Borrelli, capo della Protezione civile nazionale, ha spiegato che sono state individuate “una struttura su Milano e una sua Piacenza per 150-180 persone in totale”.

“Siamo cercando – ha aggiunto – anche nelle strutture alberghiere”, segno evidente che i numeri sono “importanti”. Due degli spazi individuati, stando a quanto appreso, sono caserme.

Allarme Coronavirus in Lombardia, sei casi accertati e due paesi in isolamento. Le autorità: “non uscite”

Conte: ‘Quarantena per tutti coloro che sono venuti a contatto con i contagiati a Codogno’

In prognosi riservata un 38enne risultato positivo e ricoverato all’ospedale di Codogno. L’uomo sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina che ora è all’ospedale Sacco di Milano.

Gli altri due contagiati sono la moglie e un conoscente. Invito ai cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno a restare a casa e ad evitare contatti sociali.

Il ministro Speranza è in partenza per la Lombardia. Conte: ‘No allarmismo sociale e panico’. Quarantena per le 60 persone con le quali sarebbe stato in contatto il ‘paziente zero’.

Castiglione d’Adda e Codogno ‘isolate’ per il Coronavirus

Sul caso è intervenuto anche l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, che in comunicato ha dato le prime indicazioni ai cittadini di Castiglione d’Adda e Codogno.

“Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali. Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria è di non recarsi in pronto soccorso ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio. È attiva da ieri sera una task force regionale che sta operando in stretto contatto con il Ministero della Salute e con la Protezione Civile. La maggior parte dei contatti delle persone risultate positive al Coronavirus è stata individuata e sottoposta agli accertamenti e alle misure necessarie”.

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