Covid, l’impoverimento dei lavoratori. “L’effetto” è in crescita costante

Effetto Covid sull’impoverimento dei lavoratori. La Caritas, nell’ottobre del 2020, ha stilato un primo bilancio sull’impatto del Coronavirus sulla povertà in Italia. I dati hanno rilevato un aumento dei nuovi poveri dal 31% al 45%. Un incremento di disoccupati e inattivi concentrato soprattutto nei mesi più critici della pandemia, quando i vari lockdown hanno paralizzato l’attività di interi settori dell’economia.

Covid, l’effetto impoverimento

Un fenomeno emergente in questa fase di impoverimento generalizzato è rappresentato dall’incremento della povertà, a causa di retribuzioni inadeguate o di un ammontare di ore lavoro insufficienti a garantire un livello di sussistenza. Questo fenomeno rischia di espandersi sempre di più nei mesi di ripresa dal trauma economico del Covid.

Indigenza economica, il confronto col passato

La situazione di indigenza che colpisce chi percepisce un reddito capace di garantire un livello minimo di sussistenza è un fenomeno non inedito. Indagini dell’Eurostat hanno rilevato che già dal 2019 in Italia si registrava un totale di 2,7 milioni di occupati sotto la soglia della povertà. Un’incidenza del 12,3% sul totale degli impiegati dipendenti e lavoratori autonomi. Il dato, già fra i più alti su scala europea, rischia di essere sottostimato perché tiene in considerazione più i lavoratori rispetto al proprio nucleo famigliare. Se si concentra lo sguardo sui singoli dipendenti, la quota supera agevolmente il 30%, con picchi superiori al 50% nel caso delle generazioni più giovani.

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