Decreto rilancio, contributi a fondo perduto per le aziende fino a 5 milioni di ricavi. Bonus vacanze fino a 500 euro

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Novità nel decreto, un premio a chi paga le tasse

Ultime limature al test del decreto Rilancio, il maxi provvedimento del governo con all’interno le misure per contrastare la crisi economica legata all’emergenza coronavirus che nell’ultima bozza che circola in queste ore si compone di 258 articoli.

Non mancano le novità dell’ultima ora. Tra queste una delle più attese riguarda i contributi a fondo perduto destinati alle imprese. La misura, così come presentata nella bozza, prevede un sostegno a favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva, con ricavi non superiori a 5 milioni di euro.

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Il testo però indica che oltre ai 5 milioni di euro deve sussistere una seconda condizione, e cioè che “fatturato e i corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Il contributo dunque, su queste basi, “è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019”. La predetta percentuale è del 25%, 20% e 15% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori rispettivamente a centomila, quattrocentomila e cinque milioni di euro, nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Credito di imposta al 60% per gli affitti delle pmi

Sempre a sostegno dell’imprese il governo prevede  un credito d’imposta fino al 60% dell’affitto per le imprese con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni, che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi ad aprile 2020 di almeno il 50%.  Per le strutture alberghiere invece il credito è previsto indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.

Credito di imposta all’80% per le spese di messa in sicurezza

Tra le altre novità il dl prevede un credito d’imposta dell’80%, per un massimo di 80 mila euro, per le spese di investimento necessarie per la riapertura in sicurezza delle attività economiche. La misura ra riguarda gli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del COVID-19, come gli “interventi edilizi per il rifacimento spogliatoi, mense, realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni”; gli arredi di sicurezza o quelli per l’acquisto di “tecnologie per l’attività lavorativa” e le “apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti”.

Bonus vacanze fino a 500 euro. 150 milioni per i centri estivi

Confermato anche il bonus “vacanze” fino a 500 euro. La misura introdotta prevede infatti un credito in favore dei nuclei familiari con un reddito ISEE non superiore a 35.000 euro per le vacanze. Il credito è utilizzabile dal primo luglio al 31 dicembre 2020, da un solo componente per nucleo familiare nella misura di 500 euro. Trecento euro per le famiglie da 2 persone e di 150 euro per quelle da 1 sola persona. Sarà fruibile nella misura del 90% in forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 10% in forma di detrazione di imposta nella dichiarazione dei redditi.

In arrivo anche 150 milioni per potenziare i centri estivi e contrastare la povertà educativa. Il testo destina le risorse ai Comuni per rafforzare, anche in collaborazione con istituti privati, dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa, durante il periodo estivo, per le bambine e i bambini tra i 3 e i 14 anni. Il 10% dei fondi andrà al finanziamento di progetti mirati per contrastare la povertà educativa nel periodo dell’emergenza

Addio alle clausole di salvaguardia, rinvio per sugar e plastic tax

Come anticipato già dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri il decreto prevede la cancellazione definitiva delle clausole di salvaguardia che prevedevano aumenti di Iva e accise a partire dal 2021. Confermato anche il rinvio al 2021 di sugar e plastic tax. Sempre in  tema di Iva

Reddito di emergenza in due quote

Confermata anche l’introduzione del reddito di emergenza per chi non può beneficiare di altri sussidi. Il sostegno che sarà riconosciuto “in due quote” tra i 400 e gli 800 euro ciascuna in base al nucleo. Il nuovo strumento sarà gestito dall’Inps. La domanda andrà presentata entro la fine di giugno. Previsto un limite di Isee di 15mila euro e di patrimonio entro i 10mila euro (tetto che può crescere fino a 25mila in base al nucleo e alla presenza di disabili).

Premi fino mille euro per i dipendenti della sanità

In arrivo anche un premio fino a 1000 euro per tutti gli operatori sanitari, medici, infermieri, tecnici, in prima linea contro il Coronavirus. Nella bozza si prevede che le Regioni per il 2020 possano incrementare i fondi della contrattazione integrativa per riconoscere, al personale sanitario dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale direttamente impiegato per fronteggiare l’epidemia, un premio commisurato al servizio effettivamente prestato nel corso dello stato di emergenza.

In arrivo 3 miliardi per Alitalia

Come anticipato nei giorni scorsi dal ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, il governo prevede anche una dote massiccia per la nuova Alitalia pubblica. Anche se il, testo non fa riferimento all’ex compagnia di bandiera si parla per il trasporto aereo di una newco interamente controllata dal Tesoro o da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, per la quale il Mef può partecipare con complessivi 3 miliardi per il 2020. La società può “acquistare e prendere in affitto rami d’azienda di imprese titolari di licenza di trasporto aereo, anche in amministrazione straordinaria”.

15 miliardi di garanzie per nuove passività delle banche

Allo studio anche misure al sistema bancario. Nella nuova bozza si prevede da un lato che il Mef possa concedere per i prossimi sei mesi garanzia dello Stato fino al valore nominale di 15 miliardi su nuove passività degli istituti di credito. Dall’altro si prevedono una serie di aiuti – garanzie e misure fiscali – agli acquirenti di piccole banche sotto i 5 miliardi di attività che dovessero essere sottoposte, dopo l’entrata in vigore del decreto, a liquidazione coatta amministrativa.

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