Dimissioni telematiche, consigli e servizi per richiederle online

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Dimissioni telematiche
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In seguito al Jobs Act, il mondo del lavoro è stato interessato da importanti novità anche relative alle dimissioni. In particolare, secondo quanto stabilito dalla nuova normativa, queste vanno presentata in via telematica mediante la compilazione di moduli disponibili sul sito del Ministero del Lavoro.

Fermo restando il rispetto del termine di preavviso al datore di lavoro, tutti i lavoratori dipendenti privati, ad eccezione di quelli domestici (quali, ad esempio, badanti, babysitter, colf), possono ricorrere a tale tipologia di procedura introdotta per motivi di sicurezza e praticità nonché per contrastare il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco.

Si è inteso, dunque, evitare che il datore di lavoro facesse firmare le dimissioni al dipendente nel medesimo momento dell’assunzione per poi modificare la data nel momento in cui se ne presentava l’esigenza.

Il procedimento per l’invio delle dimissioni per via telematica

Qualsiasi sia la motivazione del licenziamento, al fine di dare le dimissioni in modo valido e corretto bisogna ricorrere al servizio telematico reso disponibile dall’Inps. Nello specifico, come già accennato, tale modalità è stata prevista dal Jobs Act entrando in vigore il 12 marzo del 2016.

Ad esclusione dei lavoratori domestici, i quali hanno ancora la possibilità di dimettersi utilizzando il modello cartaceo, tutti gli altri devono necessariamente attivarsi per eseguire la procedura telematica prevista dalla disciplina in materia sia per dimettersi volontariamente sia per la risoluzione consensuale del contratto.

Talvolta, le fasi da seguire potrebbero risultare tortuose ed oscure. Tuttavia, online è possibile trovare una serie di servizi, come quello offerto da UpWard, il quale si prefigge di offrire un’efficiente assistenza resa da un consulente non solo nella presentazione, ma anche per quanto riguarda un’eventuale revoca.

Il modulo da inviare richiederà la compilazione di alcuni campi con i propri dati personali, l’email, il codice fiscale nonché le informazioni concernenti l’azienda. La precisazione della data delle dimissioni servirà a comprendere, poi, se sia stato rispettato il congruo termine previsto per il preavviso. In genere, si ha la possibilità di revocarle entro 7 giorni dall’invio.

Le dimissioni e il preavviso

Disciplinate dall’articolo 26 del decreto legislativo n. 151 del 2015, attuativo del Jobs Act, le dimissioni del lavoratore dipendente privato devono obbligatoriamente essere presentate per via telematica.

In particolare, per procedere, il soggetto deve aver rispettato il termine del preavviso da dare al proprio datore di lavoro. Ebbene, in merito, occorre specificare come un caso a parte sia rappresentato dalle dimissioni della lavoratrice in gravidanza oppure di chi sia madre o padre di un bambino di età inferiore ai 3 anni.

In una tale situazione, le dimissioni possono essere date anche senza preavviso. Inoltre, diversamente da quanto previsto per le dimissioni online per le quali è prevista sempre la convalida, in tal caso quest’ultima diviene obbligatoria da parte del servizio ispettivo del Ministero del lavoro territorialmente competente.

In poche parole, una volta presentate le dimissioni, entrambe le parti dovranno chiederne la detta convalida con la conseguenza che il rapporto di lavoro non si intenderà risolto fintantoché tale adempimento non sia stato concluso.

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