Foto hot di Giulia Sarti, oggi in Commissione Giustizia un DDL contro i ricatti hard

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Foto hot di Giulia Sarti, allo studio una legge contro i ricatti hard

Il caso di Giulia Sarti e delle sue foto hard torna virale. La parlamentare di Rimini del M5S, che si è sospesa pochi giorni fa in attesa di chiarimenti rispetto alla vicenda dei rimborso fantasma effettuati al Fondo per le Imprese, è ora minacciata dalla c.d. porn revenge. Vale a dire dalle sue stesse foto che circolano sulle chat e che sono arrivate anche sugli smartphone dei giornalisti. 

Le foto hot della Sarti tornano a galla

Le foto di Giulia Sarti sono quelle che sono state hackerata nel 2013 e diffuse già quell’anno: l’ex fidanzato della Sarti, tuttavia, era riuscito a rimuoverle dalla rete. Ma adesso l’incubo fa ritorno e le immagini di Giulia Sarti sono comparse proprio in un periodo nel quale la donna si trova in una posizione molto complessa.

Giulia Sarti aveva accusato l’ex compagno di aver preso possesso di fondi versati sul suo conto, accusa che il Gip di Rimini ha ritenuto priva di fondamento. In questo momento senz’altro non facile per Giulia Sarti tornano a galla le sue fotografie hot. Oltre alle foto hot è online anche in video dove si vede una ragazza mora, ma è un fake: quella, spiega l’inviato de Le Iene Filippo Roma, non è Giulia Sarti. 

Ora si indaga sulla possibile presenza di filmati nella casa della donna che avrebbero potuto ritrarre Giulia Sarti anche nei momenti intimi.
Il fidanzato si dice innocente e non solo: “Sono pronto a querelare chiunque metta in giro la voce di un mio coinvolgimento in questo schifo. Qualche criminale ha salvato quelle foto e hanno continuato a girare. La stessa Sarti tempo fa mi segnalò che giravano su un Google Drive” dice Tibusche. 

Il garante della privacy: “Non diffondete le foto” 

Il garante della Privacy intanto invita a non diffondere dati e foto “relativi alla sfera intima di una persona”. Disprezzo e sostegno da tutte le parti politiche verso la Sarti nei confronti di questo vero e proprio revenge porn. 

Oggi intanto in Commissione Giustizia al Senato approda il ddl firmato da Elvira Evangelista che dovrebbe servire proprio a istituire il reato di “pubblicazione non consensuale di pornografia”.

Si tratta di una legge sulla diffusione di foto e video hard per vendetta o altri scopi. “È un crimine rispetto al quale bisogna colmare un vuoto. Viene punito con una pena da 6 mesi a un anno chi pubblica immagini senza il consenso della persona e, con una multa, chi le diffonde”. L’aggravante sussiste se c’è un rapporto di fiducia fra vittima e autore, e se c’è la morte della persona offesa. 

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