I commercianti chiedono risposte alla crisi 

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Fino al -60% di affari 

“La situazione è disastrosa. In alcuni momenti la città sembra vivere un coprifuoco, anche nelle vie del centro storico”. Sono le parole concise di presidente di Ascobaires, Gabriel Meghnagi, che riflette sul futuro del commercio a Milano. Il calo dei turisti e il coronavirus hanno davvero dimezzato l’ingresso dei turisti.

Ora il problema è quando riprenderà il solito tram tram e soprattutto, se riprenderà come prima. Un incubo terribile non solo sanitario ma anche economico, con tante aziende e tanti piccoli commercianti che si chiedono se riusciranno ad andare avanti. Il presidente di Ascobaires, Gabriel Meghnagi spiega che gli incassi vanno fino al -60% e che gli albergatori sono la categoria più colpita. 

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“Serve piano nazionale” 

Serve quindi ‘un piano straordinario coraggioso e aggressivo, una chiamata all’azione nazionale che aiuti le aziende e soprattutto le famiglie e le persone’. Per il presidente, “Chiedere l’annullamento delle imposte è qualcosa di impossibile ma serve almeno la sospensione dei termini di versamento dei tributi e degli adempimenti per il 2020”.

“Il nostro presidente Sangalli sta parlando con il Governo; in questo momento bisogna fare massa critica e lasciare che siano le associazioni più rappresentate a portare avanti le istanze del mondo del commercio. Serve una grossa mano: il comune di Milano non è sufficiente, la Regione non è sufficiente”.

“Qualcosa si può tentare, come anticipare i saldi a giugno invece che attendere fino al mese di luglio, sperando che la situazione migliori e che i piccoli e medi esercizi riescano almeno a pagare il personale e la merce. Altrimenti il rischio concreto è quello di perdere migliaia di posti di lavoro”. 

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