Il bitcoin e la guerra tra informatici ed autorità finanziarie

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Il Bitcoin in questo momento sta perdendo la sua battaglia contro i detrattori. Il suo valore è crollato negli ultimi mesi fino a scendere sotto quota 6.500 dollari. Ciò ha portato nuovamente a chiedersi se la criptovaluta di Nakamoto ha un reale futuro o se la sua sia solo un’utopia finanziaria destinata a svanire in breve tempo.

Lo sdoganamento di Wozniack

Steve Wozniak, in un’intervista rilasciata a margine del Money20/20, ha confermato il suo appoggio totale al bitcoin. Il cofondatore di Apple ha espresso la sua opinione in modo diretto: secondo lui Bitcoin diventerà la moneta unica non del web, ma di tutto il mondo. La tesi di Wozniack assume ancora più valore dopo la disavventura capitatagli: il genio dell’informatico, infatti, è stato vittima di una truffa informatica che gli è costato sette bitcoin per un valore complessivo di 74.000 dollari. Come ha riferito lui stesso: «Qualcuno ha acquistato i bitcoin tramite una carta di credito per poi annullare il pagamento. È stato così facile e più quello era un numero di carta di credito rubato, quindi non potrò mai riaverli indietro».  

Il furto subito Wozniak dimostra la fragilità del sistema di sicurezza della Blockchain, di fatto, il vero punto di forza della criptovaluta. Quindi su cosa si basa la sicurezza del co-fondatore di Apple? Secondo lui, il bitcoin rappresenta una sorta di «oro digitale, tutte le altre criptovalute tendono a rinunciare ad alcune caratteristiche di bitcoin, come ad esempio quella di essere totalmente decentralizzate, senza alcun controllo centrale. Ciò è fondamentale per provare ad avere un modello di business».

La tesi di Wozniak trova l’appoggio di Jack Dorsey, Ceo di Twitter che ha dichiarato come la criptovaluta diventerà la moneta unica del mondo entro 10 anni.

Probabilmente entrambe le tesi sono troppe ottimistiche in relazione a quello che sta avvenendo in questo momento nel mondo finanziario, ma dimostra come gli esperti informatici, a differenza di quelli finanziari, continuino ad avere piena fiducia nella criptovaluta.

L’attacco delle banche 

La Banca dei regolamenti internazionale ha recentemente pubblicato un rapporto di 24 pagine in cui ha attaccato le criptovalute. La più antica istituzione finanziaria internazionale mette in guardia dall’instabilità delle valute virtuali, spiegando che non possono essere considerate affidabili come delle monete sovrane. Anche il numero massimo di 21 milioni di Bitcoin che verranno messi in circolazione è considerato un limite perché, viene spiegato, «In circolazione si sono 17 milioni di valute e il loro valore è estremamente volatile».

Il punto critico sottolineato dalla BRI è, però, un altro ed è legato al concetto di fiducia. Come si può leggere nel rapporto «il problema va ben oltre la capacità di archiviazione e si estende alla capacità di elaborazione: solo dei supercomputer potrebbero tenere il passo con la verifica delle transazioni in entrata. I volumi di comunicazione associati potrebbero bloccare l’accesso a Internet». Inoltre, il bitcoin sarebbe del tutto inutile per i piccoli pagamenti al dettaglio che richiederebbero comunque un alto consumo di energia. Chi, ad esempio, userebbe mai un bitcoin per pagare un caffè?

L’espansione dei bitcoin

Nonostante le tesi contrapposte tra informatici ed istituti finanziari, il bitcoin continua a fare passi avanti ne mondo economico. La diffusione della criptovaluta si sta estendendo a macchia d’olio tanto da aver attirato l’interesse di ristoratori e albergatori, al punto da rendere possibile le vacanze con la criptovaluta. È quanto accade “Ai Frutti di una volta”, un bed & breakfast romagnolo che fa parte del Consorzio Visit Ferrara. La struttura è una delle poche a livello nazionale, a consentire la prenotazione del soggiorno online pagando con la diffusa criptovaluta. Tutto passa dal sistema Simple Booking. Si tratta del primo booking engine che ha integrato i Bitcoin. Come funziona? In maniera alquanto elementare: il cliente effettua il pagamento in Bitcoin e questo viene poi trasferito nel portafoglio virtuale della struttura. L’albergatore deciderà se conservare l’importo in criptovaluta o se convertirlo in euro. Come si vede, dunque, al di là delle contrapposizioni ideologiche, la criptovaluta sta ottenendo la fiducia di chi conta davvero: i commercianti.

Per maggiori informazioni sull’andamento del bitcoin e delle altre criptovalute: www.criptomag.it

Fonti:

  1. Furto di bitcoin, Steve Wozniak perde 74mila dollari
  2. www.money2020.com
  3. Le banche dichiarano guerra al Bitcoin e alle criptovalute: “Bloccheranno internet”

 

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