Il cammino degli azzuri dell’Europeo 2020

L’Italia è campione d’Europa. Dopo una finale sofferta fino all’ultimo secondo, gli Azzurri salgono sul tetto d’Europa portando a Roma un trofeo che non veniva conquistato da ben 53 anni.

L’ascesa alla vittoria

Ripercorrendo la difficile ascesa alla vittoria dalla partita inaugurale al trionfo al Wembley di Londra in quello che è stato il primo europeo itinerante della storia, l’Italia ha saputo contraddistinguersi sin dall’inizio tenendo letteralmente incollati allo schermo milioni di telespettatori, che per non perdersi le partite, hanno scelto anche i servizi in streaming come Rojadirecta. Sorteggiata in un girone considerato relativamente facile, formato da Turchia, Svizzera e Galles viene da subito vista come favorita del gruppo e i pronostici non deludono: gli Azzurri partono alla grande in casa, imponendosi sulla Turchia durante la prima giornata l’11 giugno con un 3-0, grazie a un autogol di Merih Demiral al 53’, e alle due reti di Ciro Immobile (66’) e Lorenzo Insigne (79’).

Punteggio che si è ripetuto anche contro la Svizzera, disputata sempre all’Olimpico, grazie alla doppietta di Manuel Locatelli (26’ e 52’) a cui si è aggiunto il gol di Immobile all’89’.

Di poca importanza a questo punto, la partita contro il Galles, avendo praticamente già ottenuto la qualificazione per gli ottavi di finali. Ma gli Azzurri non cedono terreno e spazio a sconfitte, vincendo per 1-0 grazie al gol di Matteo Pessina (39’).

Qualificandosi primi del suo girone, l’Italia affronta la seconda classificata del gruppo C, l’Austria, e porta a casa la quarta vittoria del campionato per 2-1, grazie alle reti durante i supplementari di Federico Chiesa (95’) e Pessina (105’), entrando di diritto ai quarti di finale contro il Belgio, che viene sconfitto per 2-1 (gol di Nicolò Barella al 31’ e Insigne al 44’).

L’infortunio di Spinazzola

È proprio durante questa partita che gli Azzurri subiscono la perdita importante di Spinazzola, che infortunatosi sul campo ha riportato la rottura del tendine d’Achille del piede sinistro.

Ma “the show must go on”, e l’Italia affronta la Spagna nella semifinale. Una partita difficile dove gli Azzurri riportano un possesso palla solo del 29%, contro il 71% degli spagnoli. Nonostante ciò, l’Italia resiste e impedisce la disfatta, concludendo la partita con 1-1 nei tempi regolamentari (gol di Chiesa al 60’).

I rigori contro la Spagna

Si va così col fiato sospeso ai rigori, dove con un Gianluigi Donnarumma egregio che, superando la sua media di 1 rigore su 3 parato, ne sventa 2 su 4. Grande merito va anche a Jorginho che con l’ultimo tiro in rete andato a segno, porta gli Azzurri in finale contro l’Inghilterra.

La finale: Italia – Inghilterra

L’epilogo degli Europei 2020 si tiene allo stadio Wembley di Londra, con uno scenario psicologicamente difficile per gli Azzurri a causa del tifo sfegatato degli avversari inglesi, ovviamente in maggioranza, e dopo il brutto colpo dello scorso Mondiale.

Già al secondo minuto di gioco infatti arriva il gol di Luke Shaw su una disattenzione difensiva quantomai inaspettata da parte della solita difesa italiana. Questa doccia fredda ha reso più ripido il percorso verso la vittoria finale degli Azzurri, che non si sono persi d’animo e con grande pazienza e bel gioco hanno cercato di recuperare lo svantaggio.

La prestazione degli italiani è così cresciuta esponenzialmente nel corso della gara, testimoniata anche da un 66% di possesso palla contro il 34% degli inglesi.

Il riscatto arriva al 67’ con Leonardo Bonucci che riesce a trovare una zampata su calcio d’angolo battuto da Domenico Berardi.

La partita vissuta al cardiopalma prosegue fino ai rigori, nonostante la superiorità degli Azzurri. Durante questi ultimi tutta Europa tiene gli occhi puntati sulle due squadre ormai stanche e quasi si sente aria di sconfitta quando il rigore di Belotti viene parato e Harry Maguire spiazza Donnarumma. Il palo di Marcus Rashford ristabilisce l’equilibrio e il rigore a segno di Bernardeschi ribalta le carte in tavola. A seguire i rigori parati di Sancho e Jorginho e un magnifico Donnarumma – eletto poi miglior giocatore dell’europeo grazie alle sue parate decisive – che protegge bene la porta nell’ultimo rigore tirato da Saka portando finalmente l’Italia alla vittoria per 4-3. Dopo la mancata qualificazione ai mondiali questa vittoria ha un sapore ancor più dolce per l’Italia. Una vittoria che sa di rivincita e dopo quasi 2 anni di buio, le piazze e le strade di tutta Italia si tingono del tricolore ed è festa grande sulla musica dell’inno di Mameli.

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