INTELLIGENZA ARTIFICIALE E INTERNET OF THINGS AL CES DI LAS VEGAS 2019

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Il Consumer Electronics Show si è svolto nella metropoli del Nevada dall’8 all’11 gennaio. Si tratta di uno dei maggiori eventi dedicati alle innovazioni tecnologiche in ambito consumer che quest’anno ha raggiunto la cinquantesima edizione. La Consumer Technology Association (CTA) è l’ente organizzatore, impegnata a dare spazio e risalto a livello mondiale alle più promettenti e/o folli novità high-tech.

Qualche numero: la capitale del gioco d’azzardo per antonomasia ha ospitato circa 4.500 espositori, tra cui 1.200 startup, 188.000 visitatori e 1.000 relatori. Gli argomenti? Tantissimi. Finanza, salute e fitness, robotica, domotica, home e lifestyle, intrattenimento, mobilità e innumerevoli altri. Ma sono due i filoni di studio e sperimentazione principali: l’Intelligenza Artificiale (AI) e l’Internet of Things (IoT).

L’intelligenza delle macchine

Una macchina è intelligente quando è in grado di far credere a un uomo di essere umana”, un pensiero cardine di Alan Turing, il padre del calcolatore, che ben sintetizza il concetto chiave: le macchine riescono e riusciranno sempre più a riprodurre alcune funzioni della mente umana, fino a imitarla del tutto. A questo scopo sono nati gli assistenti vocali come Siri, l’Assistente Google e Alexa, delle voci umanoidi che esaudiscono ogni tuo desiderio, negli attuali limiti del possibile. Le possibilità di applicazione sono innumerevoli: prendiamo ad esempio alcune invenzioni presentate dalle startup italiane che hanno partecipato all’evento. Springa ha realizzato Goliath, una fresatrice a controllo numerico che taglia e fresa anche grandi spazi. Avanix ha costruito un ciuccio intelligente per monitorare il respiro e la posizione dei bambini. Veranu, invece, ha ideato un sistema di pavimentazione che produce energia mentre viene calpestato.

Internet delle cose

IoT è un neologismo per Internet applicato alle cose e ai luoghi. Riguarda, ad esempio, la domotica propria delle cosiddette smart home, abitazioni intelligenti. Una delle proposte che hanno stupito il pubblico, infatti, è stata la stanza da bagno intelligente di Kohler (link all’articolo del bagno), che si attiva in modalità personalizzata per accompagnare l’individuo nel momento del risveglio o del relax serale. In altri padiglioni i visitatori hanno potuto vedere altri esempi concreti, quali la lettiera per gatti autopulente o il contenitore per vino della startup Albicchiere, che ne monitora e rileva la temperatura, la conservazione e gli spostamenti del liquido per mantenerne qualità e gusto.

Una riflessione

Visitare il CES dev’essere un’esperienza intensa e per certi versi sconvolgente. Se alcune delle innovazioni esposte le immaginiamo già spopolare nel prossimo futuro, altre non risulteranno che esercizi di stile che non troveranno mai sviluppo e diffusione massivi.
Ma una cosa colpisce in particolare e non è una novità, anzi. Si tratta della grande discussione su cui i giganti economici e politici mondiali sembra debbano confrontarsi in continuazione: l’acquisizione e l’utilizzo dei dati.

Sì, perché per quanto innumerevoli, strampalate, affascinanti, futuristiche le invenzioni high tech per il quotidiano del CES possano apparire, una percentuale preponderante di queste funziona grazie alla raccolta e all’utilizzo dei nostri dati personali, di qualsiasi tipo, dal nostro livello di sudorazione durante una camminata al modo con cui gestiamo le nostre finanze casalinghe. Tutto si ergerà e assumerà valore in base alla quantità e qualità di informazioni raccolte relative all’utilizzatore e al mondo che lo circonda. I servizi che avremo saranno sempre più tarati su di noi, i nostri gusti e caratteristiche. Ma la gara per conoscere nei dettagli ogni individuo da chi, come, perché e in che modo verrà giocata? E, per finire, qual è il preciso significato del dibattito sulla privacy?

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