La ninfa addormentata: Jesi diventa teatro di una straordinaria mostra artistica

La meravigliosa città di Jesi sta ospitando dal 20 maggio 2021 la mostra artistica di Raffaele e Angelo Colocci dal titolo Bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica. La ripresa delle attività artistiche è un fenomeno importantissimo per quanto riguarda la diffusione di arte e cultura. Un fenomeno, questo, rimasto a lungo taciuto a causa della diffusione del virus COVID-19. All’interno della mostra, la scultura principale e quella dal titolo “La ninfa addormentata” il cui soprannome e Cleopatra. Questo appellativo è stato affibbiato dopo aver accertato la sua somiglianza con la scultura stessa del Belvedere Vaticano di nome, per l’appunto, Cleopatra.

La storia dell’opera

Per scoprire la storia di questo gruppo scultoreo dobbiamo tornare indietro nel tempo. Precisamente, seguendo le indicazioni degli storici, ci troviamo alla fine del quindicesimo secolo vicino Roma. La scultura fu trovata acefala e la testa fu inserita tramite un processo di restauro solo successivamente, per la precisione nel 1513. L’opera fu poi collocata presso il giardino umanistico romano Colocci Del Bufalo. Il luogo non era casuale, poiché all’interno di quel giardino si tenevano molto spesso letture poetiche. La presenza della ninfa, e soprattutto la sua caratteristica espressione d’estasi, erano elementi ritenuti fondamentali. Perché questo? Perché, leggenda vuole che l’espressione stessa ispirasse i poeti a crear versi sempre diversi. Dopo la morte di Colocci, la ninfa fu portata all’interno di Villa Medici presso la capitale. Alla fine, tuttavia, la statua finì a Firenze. Giunta all’interno del capoluogo toscano fu sostituita la testa con una nuova, le cui espressioni erano decisamente più melodrammatiche. Il nuovo volto che si era deciso di utilizzare era un riflesso dell’epoca barocca e dell’euforia del tempo. Arrivati al 1883, l’opera si deve scontrare con un nuovo tipo di storia. Ci troviamo adesso in un momento in cui la veridicità storica risulta essere un elemento fondamentale. Proprio per questo fu sostituita la testa settecentesca in favore dell’originale voluta dal Colocci.

Come prenotarsi e contatti

La mostra inaugurata in data 20 maggio 2021, proseguirà sino al 30 settembre 2021. La sua sede si trova in via 15 Settembre, 10, 60.035 Jesi. Per il finanziamento sono intervenuti differenti enti tra cui: il Comune di Jesi, i Musei Vaticani, l’università Politecnica delle Marche, il comitato nazionale per la celebrazione dei 500 anni della morte di Raffaello Sanzio, la Regione Marche e la Fondazione Cariverona.

Costi e prenotazioni

Il costo del biglietto intero è pari a 5 €, per il ridotto che comprende quelle persone che hanno tra i sei 18 anni di età, il costo è di 3 €. La mostra è gratuita per tutti i bambini dagli zero ai 5 anni, per i disabili e i loro accompagnatori, per le guide turistiche nell’esercizio della loro professione. La prenotazione è obbligatoria ed è possibile effettuarla contattando il loro numero di telefono 0 7 315348439-3 4 2. Se preferite un approccio più tecnologico, potete mandare una mail presso il loro indirizzo prenotazioni@raffaelloecolocci.it. Assieme alla mostra saranno presenti tantissimi laboratori didattici








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