Leo Bastreghi fotografo a Firenze

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Leo Bastreghi fotografo a Firenze
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L’arte della fotografia è, per certi versi, l’arte di ritrarre l’anima, di immortalare visi, storie e persone su una carta da fotografia. Un’arte della quale non molti oggi sono depositari: per questo motivo abbiamo chiesto a Leo Bastreghi, esperto fotografo ritratto a Firenze, di farci capire di più su cosa significhi la sua professione, su cosa voglia dare catturare l’essenza di un’anima in uno scatto.

Buongiorno Leo. Vorremmo sapere che cosa ci puoi dire sull’arte del ritratto, cosa vuol dire per te fotografare?

Leo: Fotografare può sembrare un gesto automatico, quasi asettico. Non è così. La fotografia, da quando è stata inventata dall’uomo, è sempre stata un mezzo per raggiungere un fine: ed il fine è, essenzialmente, immortalare il momento sfuggente, renderlo fisso, immutabile, immortale.

Un fotografo deve saper cogliere, al di là dell’aspetto superficiale, qualcosa di più profondo nel soggetto che vuole fotografare. Capire che cosa è nella vita, in che direzione va. Un ritratto è quindi, per me, una sorta di opera d’arte: unica, sicuramente non riproducibile, racconta qualcosa della persona che è fotografata, e lo fa con mille sfumature diverse. L’estetica quindi non è tutto: quello che si vuole catturare della persona fotografata va al di là della bellezza fisica e della resa dell’opera. Una fotografia, se vogliamo, è un racconto senza parole.

Da fotografo professionista, che cosa pensa sia importante comunicare in un ritratto?

Leo: Un ritratto è essenzialmente un’opera in movimento. Può sembrare una contraddizione, ma la persona che si immortala in quella unica frazione di secondo potrà rivedere quello scatto per anni, e così anche i suoi cari. La fotografia e l’arte del ritratto sono il risultato del congelamento di un istante, un istante significativo che la persona vuole comunicare a sè stessa, vuole ricordare anche a distanza di anni.

Come fotografo ritrattista professionista, so che ogni scatto racchiude mille emozioni che potranno essere annusate, sentite anche a distanza di tanti anni. Per questo metto l’anima in ogni lavoro, come anche il soggetto mette la sua. Può sembrare difficile incastrare tutte queste ambizioni in uno scatto solo ma è possibile: ci vuole tanta esperienza, dedizione e passione per il proprio lavoro.

Come funziona il tuo lavoro? Come procedi quando devi fare un ritratto?

Leo: da un punto di vista pratico, innanzitutto per me è essenziale incontrare il cliente e cercare di capire che cosa vuole, da dove viene, dove va, e con quali intenzioni. Questo tipo di approccio è di fondamentale importanza perché, appunto, voglio cogliere qualcosa di più della mera estetica nel mio scatto. Dopo di che, si inizia a pianificare il servizio, cercando di renderlo pulito ed essenziale.

Se il servizio va effettuato fuori dal mio studio professionale, per me è importante cogliere il cliente nel suo luogo naturale, dove si trova a suo agio, dove è davvero sé stesso. Solo così il lavoro finale potrà avere raggiunto il suo obbiettivo: cogliere (anche) un pezzetto di anima e renderla immortale e stabile in un mondo frenetico ed in continua trasformazione.

 

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