Mattarella: “Sconfiggere la mafia, possibile e necessario”

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In occasione del trentaquattresimo anniversario della morte di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, uccisi per mano della mafia, il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto toccare questo tasto così delicato, così triste e al contempo difficile della storia (e della cronaca attuale) italiana.
Il Presidente ha ricordato come “sconfiggere le mafie è possibile” e ha parlato della lotta alla mafia come “necessità vitale per l’equilibrio e lo sviluppo del Paese”.

Mattarella ha ricordato la morte dei due politici il 30 aprile del 1982. I due stavano lavorando a dei documenti che mettevano in risalto delle connessioni importanti fra politica e mafia, e furono colpiti da due sicari mentre si recavano alla sede del partito. Mattarella ha ricordato che “i cittadini devono essere partecipi e protagonisti dei cambiamenti sociali”, sottolineando il ruolo attivo che la popolazione può avere nel contrastare il fenomeno della mafia, che notoriamente si insinua in maniera capillare dalla politica all’economia fino alla vita di tutti i giorni.

Per sconfiggere le mafie, ricorda Mattarella, è necessario il lavoro dei singoli cittadini a fianco delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine. Questo discorso richiama, in un certo senso, quello contro la corruzione che il presidente aveva pronunciato di fronte ai magistrati qualche giorno fa, invocando la loro responsabilità ma anche la “doppia responsabilità” dei politici, cioè quella per sé stessi e quella per i cittadini.

“Gli anticorpi alle mafie ci sono” ha detto il Presidente. Basta svilupparli, nella vita di tutti i giorni.
Il discorso di Mattarella tocca anche il tema dei giovani, “sono il nostro futuro”, dice il Presidente. E ricorda la responsabilità degli adulti nell’aiutarli a “liberare la loro speranza” per creare una società finalmente libera: libera dalle organizzazioni criminose, libera dalla corruzione, dalla diseguaglianza sociale, dalle mafie che vengono continuamente alimentate come in un circolo vizioso dai fenomeni corruttori.
Ricordando che l’impegno politico è necessario per rompere quei legami che si creano fra la mafia ed il potere, e che è la popolazione a dover fare un grande passo per collaborare con le forze dell’ordine e segnalare i fenomeni mafiosi. Solamente in questo modo la grande piovra potrà essere finalmente colpita al cuore, disintegrata.

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