Matteo Salvini furioso con Conte: «Ora basta scherzi»

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matteo salvini
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La tregua siglata in notturna a Palazzo Chigi era scritta su carta velina. L’umore di Matteo Salvini è sempre più nero e il governo gialloverde sempre più traballante. Prova ne siano i fronti di scontro aperti anche ieri dal vicepremier leghista. La Tav, le trivelle, i migranti, i sindaci, i magistrati, Virginia Raggi… Ma il bersaglio del «Capitano» furioso è ancora il premier, sospettato di tramare con i 5 Stelle per indebolirlo.

Nelle parole con cui Salvini concede a Giuseppe Conte di incontrare i sindaci perché «un caffè non si nega a nessuno», c’è il sarcasmo di chi soffre il tentativo del capo del governo di smarcarsi politicamente. Il ministro dell’Interno teme che Luigi Di Maio abbia cambiato strategia e, forte dell’asse con il premier, stia provando a fregarlo. E così attacca, rivendicando la centralità del suo ruolo: «Il decreto sicurezza funziona e non si tocca, applicato e apprezzato dal 99% dei sindaci».

Brutto clima, da campagna elettorale permanente. Eppure Salvini rassicura. Dice che andrà fino in fondo, scaccia la crisi di governo («sciocchezze»), fa smentire dal suo staff la tentazione di rompere prima delle Europee. «Siamo nelle mani del buon Dio, questo governo va avanti fino al 2029 — dice a Porta a Porta —. Nonostante tutti gli uccellacci del malaugurio». E Conte, balla da solo? «Ci siamo chiariti, è stato un malinteso».

Ufficialmente Salvini nega piani B. Nessuna tentazione di andare all’incasso per prendersi Palazzo Chigi, col rischio di bruciarsi: «No a governi con cambia-casacche e cambia-poltrone». Purché gli alleati non facciano altri scherzi. La furia del vicepremier non risparmia l’Anm, che ha criticato la legge sulla legittima difesa perché presenterebbe profili di incostituzionalità: «Rischia di legittimare l’omicidio? Ma per favore! Si leggano il testo». È il suo cavallo di battaglia e il titolare del Viminale, convinto che non contenga alcuna «licenza di uccidere» (copyright Giulia Bongiorno), punta al via libera entro febbraio.

Giornata infinita, ma c’è anche il tempo di approvare la corsa di Marcello Minenna verso Consob («Ha un buon curriculum») e di tifare per le Olimpiadi del 2026 in Italia: «Farò di tutto». È notte e gli echi della polemica con Virginia Raggi ancora non si spengono. A Roma si spara, i 5 Stelle invocano gli agenti promessi per la Capitale e Salvini sbotta: «Ognuno faccia il suo mestiere, chiedo al sindaco che oltre 5.000 vigili urbani siano utilizzati. Non si possono fare i rally, servono autobus puntuali, bisogna togliere l’immondizia… Qui i gabbiani sembrano pterodattili».

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