Metformina, cos’è? Prezzo, indicazioni, a cosa serve, controindicazioni, recensioni

Metformina per dimagrire (metforal)

La metformina 500 è un farmaco per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 della famiglia delle biguanidi. È commercializzato con svariati nomi commerciali ed è un farmaco di prima linea per il trattamento del diabete di tipo 2, in particolare nelle persone sovrappeso. Il meccanismo d’azione della metformina non è ancora chiarito nei dettagli ma non sembra dipendere dalla presenza di cellule β nel pancreas poiché non pare stimolare la secrezione di insulina, come le sulfaniluree. Al momento si ritiene che essa riduca la concentrazione ematica di glucagone e diminuisca la glicemia, cioè i valori di glucosio nel sangue, sia riducendone la produzione da parte del fegato, per diminuzione della gluconeogenesi, sia aumentandone il consumo da parte dei tessuti periferici, per aumento della glicolisi, sia riducendone l’assorbimento da parte dell’intestino. Per ciò che riguarda la diminuita gluconeogenesi epatica, si suppone che la metformina alteri i substrati del complesso I della catena respiratoria mitocondriale. La metformina non induce diminuzione della glicemia in persone non diabetiche a meno che non ne vengano assunte alte dosi.

Metformina effetti collaterali

I più comuni effetti collaterali della metformina sono di natura gastrointestinale: nausea, vomito, anoressia, diarrea, dolore addominale, sonnolenza. Sono generalmente dose dipendenti (cioè compaiono più frequentemente in persone che assumono dosaggi alti), compaiono soprattutto all’inizio della terapia e tendono a essere transitori. Nel 3-5% dei casi, comunque, la diarrea può essere persistente e bisogna sospendere l’uso della metformina. L’uso cronico della metformina può limitare l’assorbimento di vitamina B12, per cui si consiglia di valutarne i livelli ematici e l’ematocrito al fine di valutare la necessità di una supplementazione parenterale. Talvolta si può sviluppare uno stato di acidosi lattica che compare più frequentemente in persone con insufficienza renale, con malattie epatiche, alcoliste o con condizioni tali da facilitare la comparsa di ipossia (tipo malattie cardiopolmonari croniche). In persone in tali condizioni, perciò, l’uso della metformina è controindicato. Porta, in alcuni casi, notevoli disturbi del visus.

Metformina teva (metformin)

Associazione con rosiglitazone o pioglitazone: evitare la somministrazione di metformina più rosiglitazone in pazienti con insufficienza cardiaca grave con notevole limitazione dell’attività fisica, pazienti allettati o impossibilitati alla deambulazione; evitare l’associazione della biguanide con un glitazone in pazienti con cardiopatia ischemica, soprattutto se in terapia con nitrati e in pazienti con arteriopatia periferica in quanto l’associazione è correlata a un aumento significativo del rischio di infarto del miocardio. L’assunzione di rosiglitazione da parte di donne diabetiche per periodi prolungati è stata associata a un aumento dell’incidenza di fratture (Studio ADOPT).

Procedure diagnostiche che richiedono l’uso di mezzi di contrasto iodati: la metformina non deve essere somministrata nei pazienti, adulti o pediatrici, trattati con mezzi di contrasto iodati. L’attuale raccomandazione richiede la sospensione del farmaco per le 24-48 ore precedenti la procedura e la ripresa della terapia ipoglicemizzante dopo 48 ore solo se la funzionalità renale risulta nella norma

Metformina in gravidanza

I ricercatori hanno confrontato le coppie madre-bambino esposte a metformina o insulina per il controllo del diabete gestazionale nel periodo 2005-2012. Hanno incrociato i dati sanitari, di utilizzo dei farmaci (dispensazione farmaceutica e i rimborsi assicurativi), i registri demografici e i risultati dell’indagine B4 School Check (B4SC) che valutava su scala nazionale la salute psico-fisica dei bambini di 4 anni. In particolare da questa indagine sono stati presi in considerazione i parametri antropometrici (peso e altezza) e il comportamento del bambino.

Non è emersa alcuna differenza significativa negli esiti valutati: era analogo il peso corporeo dei due gruppi di bambini esposti agli antidiabetici (differenza media -0,1, limiti di confidenza al 95% da -0,2 a 0,01). Così come era simile la probabilità che i bambini si collocassero a livello o al di sopra dell’85° percentile (rischio relativo 0,92, limiti di confidenza al 95% da 0,83 a 1,02). Erano simili anche i punteggi del test sul comportamento a quattro anni di età.








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