Milleproroghe è legge, periferie a secco

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Il decreto Milleproroghe è stato approvato dall’aula del Senato con 151 voti a favore, 93 contrari e due astenuti. Il provvedimento, in seconda lettura dopo la fiducia chiesta e ottenuta dal governo alla Camera, non è stato modificato a palazzo Madama.

Con la conclusione dell’esame, quindi, è convertito in legge. Durissime le proteste dei sindaci dell’Anci, che non sono riusciti a ottenere che nel provvedimento fosse recepito l’emendamento che salvava i fondi per i progetti presentati dai comuni in favore delle periferie stanziati dal governo guidato da Matteo Renzi.

La delegazione dell’Anci, guidata dal presidente e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha abbandonato la Conferenza Unificata; “I sindaci non si fanno prendere in giro”, ha spiegato Decaro, “non sapevo che nel contratto di governo avessero deciso di strappare tutti i contratti tra istituzioni. Ci vediamo così costretti, come Anci, a interrompere le relazioni istituzionali e ad abbandonare la Conferenza.  Avevo preso l’impegno con il premier, non avrei interrotto le relazioni istituzionali se nella prima Conferenza Unificata e nel primo decreto avessimo trovato la soluzione ai problemi dei comuni. .

Quella soluzione “prospettata per oggi, non è stata trovata e mi vedo costretto a interrompere le relazioni perché non si possono stracciare i contratti che i sindaci hanno sottoscritto lo scorso anno con la presidenza del consiglio. Così come non si possono stracciare gli impegni che i sindaci hanno preso con i loro cittadini che vivono nelle periferie”. Durissimo il commento di Osvaldo Napoli, responsabile Fi per gli enti locali sul taglio dei fondi per le periferie:”

Gli italiani residenti nelle periferie urbane faranno bene ad augurarsi un cambio immediato dell’avvocato (il premier Giuseppe Conte, ndr) che aveva promesso di difendere i loro interessi mentre nella realtà li irride e li calpesta. Con quali risorse pensa il governo di tutelare gli interessi degli italiani? Il taglio dei fondi per le periferie è forse nell’interesse degli italiani che vi abitano e affrontano non pochi disagi. Evidentemente il governo Conte pensa di fare altre scelte, per esempio mettendo in tasca soldi con il reddito di cittadinanza (i cittadini votano, quale miglior voto di scambio?) invece di migliorare la qualità della vita collettiva. Ha fatto bene l’Anci a interrompere le relazioni istituzionali con il governo fino a quando non tornerà su scelte punitive per i Comuni e i cittadini”, conclude.

Il già segretario del Pd e presidente del consiglio Matteo Renzi ha sparato a zero contro la scelte del governo nel Milleproroghe: “Votiamo no a questo decreto per ragioni di metodo e di merito. La Tap la fate sì o no? La Tav? La gronda a Genova? La revoca delle concessioni ad Autostrade? La flat tax al 15%? Il reddito di cittadinanza a 750 euro al mese? L’abolizione della Fornero la fate o no? Il Milleproroghe è un modo per rinviare tutto, le vostre promesse elettorali sono una cosa da Scherzi a parte. E con il bando periferie non state togliendo i soldi al Pd, ma ai vostri cittadini”.

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